Lavoro, Istat: un giovane su 4 ha contratto a termine o part-time

Lavoro, Istat: un giovane su 4 ha contratto a termine o part-time

L'Istat presenta i principali risultati di un approfondimento tematico, nell'ambito della rilevazione sulle forze di lavoro, relativo ai percorsi formativi e ai processi di inserimento lavorativo dei giovani tra i 15 e i 34 anni.

Servizi per l'impiego solo per l'11,9% dei giovani L'analisi dei dati Istat evidenzia anche i canali prevalenti per la ricerca del lavoro: quattro giovani occupati su 10 sono passati dalla "segnalazione di parenti, amici o conoscenti", mentre tra i laureati prevalgono i "canali alternativi". In molti pensano di trasferirsi per avere qualche chance in piu', sia in Italia (lo farebbero quattro giovani disoccupati su 10, soprattutto laureati) che all'estero (oltre la metà, soprattutto nella fascia d'età 30-34nni, e in particolare tra i giovani "provenienti da ambienti familiari culturalmente più elevati").

La disponibilità è minima tra i giovanissimi (32,1) e massima tra i 25-29enni (43,4%), mentre si riduce tra i 30-34enni (35,6%).

Lavoro al di sotto del titolo di studio per il 41% dei diplomati Nel Focus si parla del mercato del lavoro ma anche di formazione e istruzione, due fattori che possono contribuire in maniera determinante alle opportunità lavorative dei giovani italiani.

Guardando ai numeri, nel secondo trimestre del 2016, i giovani tra i 15 e i 34 anni sono 12 milioni 681 mila e rappresentano il 21% della popolazione residente in Italia. Sempre nella seconda parte del 2016, 8 milioni di giovani tra i 15 e i 34 anni sono fuori dal sistema di istruzione e formazione cosiddetto formale. Per i giovani laureati l'occupazione è più a portata di mano di chi ha un titolo di studio intermedio, ma non sempre si tratta di un'occupazione in linea con gli studi svolti. Il 29,5% (2 milioni 363 mila) ha al più un titolo secondario inferiore, il 51,8% (4 milioni 146 mila) un titolo secondario superiore e il 18,7% (1 milione 500 mila) un titolo terziario.

Aumentano le imprese che fanno formazione: sono il 60%.

Nel 2015 il 60,2% delle aziende con almeno 10 addetti ha proposto corsi di aggiornamento professionale o altre attività simili, con un incremento del +55,6% rispetto al 2010.

Quasi 3 milioni e mezzo di lavoratori hanno partecipato a corsi di formazione (45,8% del totale degli addetti, di cui 47,8% uomini e 42,5% donne).