Domanda per Ape sociale e Precoci per i lavoratori in disoccupazione

Pensioni anticipate: Ape sociale e precoci. L'Inps ha comunicato stamani il numero delle domande accolte e respinte. L'Inps ha reso noto, mediante un comunicato ufficiale, di aver completato entro la prevista data del 15 ottobre le operazioni di verifica delle domande di riconoscimento delle condizioni di accesso ai benefici per i richiedenti l'Ape sociale o l'accesso alla pensione anticipata per i lavoratori precoci. Le anticipazioni sono state fornite da Gabriella Di Michele, direttore generale INPS, in audizione in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, secondo cui, su oltre 66mila domande presentate, ne sono state respinte circa 44mila 306. Per l'accesso alla prestazione occorrerà attendere almeno il 25 ottobre quando si completerà il monitoraggio avviata con la Conferenza dei Servizi interministeriale per accertare la capienza delle risorse stanziate per questi provvedimenti dall'ultima legge di bilancio. Tuttavia, come emerso nei giorni scorsi, in questa prima fase sono stati adottati dei criteri particolarmente severi di valutazione dei requisiti richiesti ai potenziali pensionati e questo ha determinato l'elevata percentuale di domande respinte.

In particolare molte domande sono state respinte per il mancato rispetto della condizione di inoccupazione dopo la scadenza dell'ammortizzatore sociale e per la presenza di contribuzione estera che, ai fini dell'ape sociale, non può essere valorizzata. Questo., anche dopo il riesame delle domande basato sui criteri più larghi, chiesti dal Ministero del lavoro dopo la protesta della Cgil per l'eccessivo numero di domande scartate.

Per rimediare, come già comunicato dall'Inps, il ministero del Lavoro ha fornito nuovi indirizzi interpretativi in merito alle istruttorie inerenti l'accesso ai benefici da parte dei richiedenti che si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione, e da parte dei lavoratori dipendenti addetti ai lavori particolarmente difficoltosi e rischiosi.

Il direttore generale dell'Istituto di previdenza ha inoltre precisato che per gli anticipi dovuti a lavoro precoce il no riguarda il 70% delle richieste con il patrocinio dai patronati e il 64% delle altre. Di queste domande 7.356 sono state quelle accolte, 18.411 quelle respinte, 484 ancora in istruttoria. Altre 4.000 non potranno essere accolte dato che il periodo di occupazione dopo aver usufruito dell'ammortizzatore ha superato i 6 mesi. Il decreto attuativo prevede infatti che, se le domande arrivate entro il 15 luglio non esauriscono le risorse, l'INPS esamina anche quelle presentate successivamente, purché arrivate entro il 30 novembre.

Dunque, anche se venissero riammesse tutte le domande su cui è ripresa l'istruttoria, continuerebbero a essere ampiamente maggioritarie le richieste da parte di lavoratori ai quali in realtà non è stato certificato il requisito.