Denise Pipitone, la Procura riapre il caso: ecco perché

Denise Pipitone, la Procura riapre il caso: ecco perché

Si accendono nuovamente i riflettori sulla caso di scomparsa di Denise Pipitone, la bambina di Mazara del Vallo sparita nel nulla mentre giocava nel vicolo dove abitano alcuni parenti, il primo settembre del 2004.

Con le tecnologie sviluppate oggi, infatti, gli investigatori potranno estrapolare tracce di Dna anche dalle impronte digitali.

I nuovi accertamenti, chiesti dall'avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta e da Piera Maggio, madre di Denise, hanno l'obiettivo di accertare la possibile presenza di Denise in qualche luogo o su qualche auto dopo il sequestro. La decisione della Procura, di fatto, riapre l'inchiesta. Il mistero sulla sua scomparsa rimane intatto dalle 12 di quell'1 settembre, quando della bambina che stava giovando sul marciapiede vicino alla sua abitazione, in via Domenico la Bruna, non si trovarono piu' tracce. La mamma della piccola non si è mai arresa e nel corso di questi lunghi 13 anni ha cercato ed investigato lei per prima. L'unica imputata nel processo, che si e' concluso in Cassazione lo scorso 19 aprile, era la sorellastra Jessica Pulizzi, nel 2004 minorenne. L'uomo ha avuto una relazione extraconiugale con Piera Maggio e proprio tale ragione potrebbe ricondurre un probabile risentimento anche nella mamma dell'indagata, Anna Corona.