CO2 record nell'aria, Onu: "Pianeta sempre più inospitale"

CO2 record nell'aria, Onu:

Lo sostiene l'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) che mette in guardia contro "un innalzamento pericoloso delle temperature".

The State of Greenhouse Gases in the Atmosphere Based on Global Observations through 2016" appena pubblicato da World meteorological Organization (Wmo) e Global atmosphere watch, "Le concentrazioni atmosferiche di biossido di carbonio (CO2) nel 2016 sono aumentate a un ritmo recor, raggiungendo il livello più elevato da 800.000 anni. E i cambiamenti più netti degli ultimi 70 anni sono senza precedenti.

Attraverso il Bollettino sulle emissioni di gas serra, l'ente monitora i principali driver del cambiamento climatico per aiutare a indirizzare le politiche climatiche globali.

"L'ultima volta che la Terra aveva un contenuto di CO2 simile - si legge sempre in una nota del'OMM -, era da 3 a 5 milioni di anni fa".

Le concentrazioni di anidride carbonica sono ora il 145% di quelle del periodo pre-industriale (prima del 1750), segnala il Greenhouse Gas Bulletin della WMO.

La crescita della popolazione, l'agricoltura intensiva, l'incremento dell'uso del suolo e la deforestazione, l'industrializzazione e l'utilizzo associato di combustibili fossili per la produzione di energia hanno contribuito all'aumento delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera. Le generazioni future erediteranno un pianeta nettamente meno ospitale.

"La riduzione delle emissioni di CO2 dovrà ripartire e accelerare notevolmente nei prossimi anni grazie ad un forte rilancio delle fonti rinnovabili, ad una riqualificazione energetica spinta del nostro patrimonio edilizio e alla diffusione su larga scala della mobilità elettrica", ha concluso.

Il metano (CH4) è il secondo più importante gas a effetto serra a lungo termine.

Per quanto riguarda le emissioni diossido di diazoto (N2O - monossido di diazoto o protossido di azoto) nell'atmosfera, circa il 60% sono di origine naturale e il 40% di origine antropica, dato che provengono soprattutto dagli oceani e dai suoli, dalle biomasse, dai concimi e da diversi processi industriali. La sua concentrazione atmosferica nel 2016 era di 328,9 parti per miliardo, il 122% dai livelli preindustriali.

"I numeri non mentono, stiamo ancora emettendo troppo e questo trend deve essere invertito". Erik Solheim, direttore dell'agenzia delle Nazioni Unite per l'Ambiente, tuttavia, ammonisce che le soluzioni al problema esistono. Per questo motivo il primo punto in oggetto alla prossima conferenza sul cambiamento climatico dell'ONU che si terrà dal 6 al 17 novembre a Bonn in Germania.