Cile, un team internazionale: "Pablo Neruda non è morto di cancro"

Cile, un team internazionale:

Ad aprile del 2013 i resti del poeta cileno sono stati riesumati e a novembre di quell'anno un gruppo di esperti cileni e di altri Paesi, che hanno realizzato perizie, hanno escluso una morte per avvelenamento.

Fino a oggi si è trascinata una versione ufficiale sulla morte di Neruda e cioè che ad ucciderlo fu un cancro. A detta di un team di scienziati internazionali, il poeta cileno premio Nobel non sarebbe scomparso a causa del cancro, come recita il certificato di morte.

Come riportano le agenzie di stampa, uno degli esperti, lo spagnolo Aurelio Luna, ha dichiarato che "al cento per cento il certificato di morte di Neruda non dice la verità sulla causa del suo decesso". Dal 2011 è aperta un'indagine giudiziaria per chiarire se Neruda sia morto a causa del cancro alla prostata del quale soffriva o sia stato avvelenato dagli agenti della dittatura di Pinochet, rimasta al potere dal 1973 al 1990. Tuttavia il giudice Carroza ha mantenuto aperta l'indagine, ritenendo che i risultati non fossero convincenti, e ha ordinato nuove analisi, che sono state compiute l'anno scorso e i cui risultati sono stati appunto analizzati da martedì dal panel di esperti. "Se si accerterà che non è naturale ed è stato coltivato in laboratorio, allora saremo di fronte alla prova che c'è stato un intervento esterno, ossia che qualcuno abbia inoculato il batterio per uccidere Neruda". Secondo l'avvocato Eduardo Contreras, non ci sarebbero dubbi sul fatto che Neruda sia stato ucciso dal regime di Pinochet. Morì in una clinica di Santiago meno di due settimane dopo il golpe, il 23 settembre del 1973. Un procedimento avviato dopo la denuncia presentata dal Partito Comunista, di cui il poeta era membro. Attualmente i resti di Pablo Neruda, dopo la riesumazione, riposano in una tomba a Isla Negra, una piccola località balneare sulla costa del Pacifico, a circa 120 chilometri a ovest di Santiago, dove il poeta aveva una casa.