Caso banche, Boschi sfida Di Maio: "Ora confronto in tv"

Caso banche, Boschi sfida Di Maio:

Lo ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio durante un incontro con la stampa a Catania. Io non ho nessuna banca, ma mio padre è stato per otto mesi vicepresidente di una banca popolare, Banca Etruria.

"Ora basta con le bugie: - chiarisce quindi la Boschi - sono pronta a un dibattito televisivo con l'onorevole Di Maio sulla questione bancaria e più in generale sulle misure che noi abbiamo preso per salvare l'Italia dalla crisi mentre il MoVimento 5 Stelle rincorreva le scie chimiche e la lotta ai vaccini".

Maria Elena Boschi (sottosegretaria alla presidenza del Consiglio) ha scritto un post su Facebook per rispondere alle accuse di Luigi Di Maio (leader del M5S) che aveva definito lei e l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi "gli aguzzini dei correntisti italiani: fanno lo show contro Visco per far vedere che tutelano i risparmiatori, ma li hanno massacrati".

Lo scorso maggio nell'ultimo libro di Ferruccio De Bortoli Poteri Fortie si raccontava come Maria Elena Boschi aveva chiesto all'allora amministratore di Unicredit, Federico Ghizzoni, di acquistare Banca Etruria che si trovava in grosse difficoltà. E sul ring dello scontro sulle banche, che promette di tenere banco in campagna elettorale, decide di salire in serata la stessa Boschi. Ma sia il Colle che Palazzo Chigi stoppano le voci, che accreditavano il Cdm per mercoledì, e confermano che si va avanti sulla road map già decisa: giovedì Gentiloni dovrebbe andare al Quirinale a illustrare a Sergio Mattarella il suo orientamento. Mio padre come tutti i membri del consiglio d'amministrazione è stato commissariato dal nostro Governo, cioè mandato a casa proprio da noi. Ora non ci resta che aspettare e valutare se, come dice la Boschi, "Di Maio, come spesso gli accade, parla di cose che non conosce o che più semplicemente non capisce". Pare invece esclusa, secondo un orientamento che sarebbe condiviso dal Quirinale, la scelta di un profilo esterno alla Banca. Ma la mozione Dem contro Bankitalia e le sortite del segretario dei giorni scorsi, osservano fonti Pd, hanno avuto l'effetto di rendere più complicata la decisione del premier, volta a tutelare l'autonomia e autorevolezza della Banca.