Banca Etruria, chiesto risarcimento da 400 milioni di euro

Banca Etruria, chiesto risarcimento da 400 milioni di euro

A presentare la richiesta, al tribunale civile di Roma, il liquidatore della Banca Etruria, Giuseppe Santoni, in un'azione di responsabilità intrapresa nei confronti degli ex amministratori della banca aretina. Tra loro anche l'ex vicepresidente Pierluigi Boschi, padre della sottosegretaria Maria Elena. Ma anche i loro predecessori quando al vertice c'era Giuseppe Fornasari.

Tra le possibilità aperte dall'azione di Santoni, c'è quella del ristoro ai creditori: ovvero, che il ricavato eventuale venga destinato a risarcire gli obbligazionisti subordinati azzerati dopo il 22 novembre 2015.

Liquidatore che accusa gli ex vertici della banca che oggi si chiama banca Tirrenica e che si appresta a scomparire assorbita in Ubi Banca, di una cattiva gestione dei crediti e negligenza che hanno portato l'istituto aretino sul lastrico.

I giudici, sempre secondo quanto riferisce il CorSera, dovranno anche esaminare l'attività della società di revisione PriceWaterhouseCoopers.

La media è di 10,8 milioni a testa.

La causa arriva dopo la lettera del marzo 2016, nella quale Santoni aveva ritenuto di aver individuato nei 37 ex amministratori i responsabili del grave dissesto di Etruria. Somme consistenti da liquidare anche con immobili, auto e titoli. Dell'iniziativa e' stato informato il Fondo di Risoluzione presso la Banca d'Italia, com'era gia' accaduto per gli altri tre istituti di credito oggetto del decreto del governo.

I motivi addotti dal liquidatore per la richiesta di risarcimento sono tre: gli incarichi a manager interni e consulenze inutili dispendiose; i finanziamenti concessi senza necessarie garanzie e "in conflitto di interessi"; l'ostacolo alla vigilanza della Banca d'Italia e l'aver ignorato le direttive di via Nazionale che raccomandava la fusione con un partner affidabile. E questo nonostante fosse arrivata un'offerta, ritenuta vantaggiosa, dalla Banca popolare di Vicenza.