Alta tensione, si cerca di impedire il voto

Alta tensione, si cerca di impedire il voto

"Un attacco alla democrazia senza precedenti nell'Europa moderna" dice su Twitter il vice presidente catalano Oriol Junqueras. "Quanto sta accadendo in Catalogna è terribile". Il ministro dell'Istruzione catalano Claras Ponsatì, è stata arrestata dalla Guardia Civil che è entrata nella sede del ministero. Bloccate tutte le attività informatiche connesse al voto di domenica. Lo ha comunicato il portavoce della Generalitat (regione autonoma) catalana, Jordi Turull.

La secessione da Madrid non è una tradizionale forma di nazionalismo, ma una "spinta" che migliorerà il grado di democratizzazione di tutta la Spagna, ripete il leader indipendentista Gabriel Rufián (Politico). Inoltre la formazione Catalunya en Comù della sindaca di Barcellona Ada Colau (vicina a Podemos) non ha mai dato indicazioni di voto. E' stata una giornata da incubo. "Se Puigdemont - spiega il giornalista - sotto pressione della Cup e dei radicali di ERC, si dichiara indipendente, al governo non resta che applicare l'articolo 155 della Costituzione, sciogliendo il Governo e limitando i poteri del Parlamento catalano". Immagini e foto di persone ferite, un'anziana e diversi ragazzi, fa il giro del mondo e sul web si moltiplicano video e foto. "Continuare questa farsa non ha senso e non porterà a nessun risultato". La battaglia Madrid la sta giocando anche e soprattutto online con la chiusura delle app utili alla consultazione: prima quella per individuare i seggi all'ultimo minuto, poi quella per il voto elettronico. In questo modo, le persone potranno votare anche se il proprio seggio sarà chiuso dalla polizia. Una situazione che il fondatore di WIkileaks Julian Assange ha definito "la prima guerra mondiale su Internet". Si registrano numerose cariche nei diversi seggi elettorali e al momento ci sono almeno 40 feriti.

Su richiesta della Corte Suprema della Catalogna, le forze dell'ordine hanno dovuto chiudere alle sei del mattino tutti i seggi elettorali, per non permettere lo svolgimento del referendum.

Ad oggi Barcellona è spaccata in due: da una parte sfilano le bandiere della Catalogna, dall'altra quella spagnola. Nonostante la pioggia, sin dall'alba moltissime persone hanno iniziato a fare la fila davanti ai seggi. A Girona è stato impedito al presidente della Catalogna Carles Puigdemont di votare. È inconcepibile una Spagna senza la Catalogna, così come una Catalogna separata dalla Spagna.

Sarebbero 91, secondo i servizi d'emergenza locali, i feriti tra gli indipendentisti negli scontri con la polizia nazionale nel giorno del contestato referendum per l'indipendenza. "Abbiamo dovuto fare quello che non volevamo", ha aggiunto il prefetto in Catalogna Enric Millò.