Vaccini, da oggi l'autocertificazione online

Vaccini, da oggi l'autocertificazione online

Il primo avvertimento che circola sulle bacheche dei genitori che dicono no ai vaccini obbligatori è quello di non dichiarare il falso nelle autocertificazioni.

Alquanto bizzarro che la misura dell'obbligatorietà vaccinale, nata circa cinquanta anni fa, sia messa in crisi da una tendenza (omicida) con una duplice origine: dal clamore sui presunti (infondati) rischi di danni neurologici e autismo legati alla somministrazione del vaccino trivalente e dalla bassa percezione del pericolo delle malattie a livello individuale, perché alcune di esse vengono considerate rare o scomparse (senza ricordare che è un risultato frutto delle vaccinazioni). Entro il 10 marzo 2018, invece, dovranno essere presentate le documentazioni di avvenuta vaccinazione per coloro che, all'inizio dell'anno, avranno presentato solo l'autocertificazione o la richiesta di prenotazione per le vaccinazioni (la richiesta di vaccinazione presentata all'Asl, infatti, sarà sufficiente per l'iscrizione a scuola all'inizio dell'anno).

Il quadro è abbastanza rassicurante anche per quanti hanno prenotato la vaccinazione e sono in attesa di ricevere la prestazione.

Sono 10 le vaccinazioni obbligatorie e gratuite. Per gli altri gradi "la mancata presentazione della documentazione, nei termini previsti, non determina la decadenza dell'iscrizione né impedisce la partecipazione agli esami". Pena? Una multa alquanto salata e, nel caso di bimbi da 0 a 6 anni, l'impossibilità di accedere al nido e alla materna.

"Ma non è questo che dice la legge - prosegue Ancisi - Lo conferma la circolare dei ministeri della Salute e dell'Istruzione, pubblicata venerdì scorso: "Il minore non in regola con gli adempimenti vaccinali ed escluso dall'accesso ai servizi rimarrà iscritto ai servizi educativi per l'infanzia e alle scuole dell'infanzia".

Il vaccino è invece posticipato quando i soggetti si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra, ad esempio quando versino in una malattia acuta, grave o moderata, con o senza febbre.

I minori non vaccinabili per ragioni di salute, però, saranno rigorosamente inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto bambini vaccinati o immunizzati. La decisione arriva dal Garante per la privacy, che ha adottato un provvedimento urgente per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019. Per le scuole che inizieranno dopo l'11settembre la documentazione dovrà essere presentata non oltre l'avvio delle lezioni. In base alla nuova normativa quindi è in regola il minore che: ha effettuato le vaccinazioni previste dal calendario vaccinale nazionale per età, oppure è esonerato da una o più vaccinazioni per pregressa malattia (immunizzazione naturale) o per motivi di salute in via temporanea o definitiva, infine - se non ha completato il ciclo vaccinale - ha avviato il percorso di recupero delle vaccinazioni comprovato dall'avvenuta prenotazione presso il centro vaccinale. ll riscontro sulle situazioni vaccinali, fermi restando gli obblighi vaccinali di legge, viene effettuato direttamente dalle Asl territoriali a cui le scuole hanno comunicato gli elenchi degli iscritti.