Vaccini, cosa fare prima dell'inizio della scuola

Vaccini, cosa fare prima dell'inizio della scuola

I vaccini sono costituiti da componenti virali e batterici attenuati per cui non è possibile che possano dar luogo a dei contagi. Per la fascia di età 7-16 anni la scadenza è il 31 ottobre: per i 3.555 risultati non vaccinati c'è ancora tempo.

Se per il bambino si richiede l'esonero il genitore dovrà fornire idonea documentazione che lo comprova. Si capisce perciò la mia incredulità nel vedere l'autentica crociata in corso contro l'obbligo (sacrosanto) di rendere obbligatorio il vaccino per i bambini che debbono andare a scuola. Ritiene che il conflitto istituzionale che si è sviluppato sul tema delle vaccinazioni comporti disorientamento e incertezze nelle famiglie venete e possa suscitare ingiustificati dubbi sulla importanza delle vaccinazioni, oltre che, in particolare, impedire a numerosi bambini di essere subito protetti da pericolose e gravi malattie. Tocca alle scuole acquisire la documentazione che dimostra il rispetto dell'obbligo vaccinale e devono segnalare alla ASL territoriale di competenza l'eventuale mancata presentazione di questa documentazione.

Come dicevamo la via lucchese alle questione vaccinali è soft: Ufficio scolastico provinciale, Asl e scuole - forti dell'accordo stipulato a livello regionale - hanno delegato all'Asl il compito di fare tutti i controlli. Bisognerà poi documentare entro il 10 marzo 2018 l'avvenuta vaccinazione (in sostanza portando a scuola il libretto Asl delle vaccinazioni). Il procedimento di diniego all'accesso, atto amministrativo impugnabile al Tar, dovrà "concludersi con provvedimento opportunamente formalizzato e adeguatamente motivato", un esempio del quale è stato già predisposto dall'ufficio e inviato ai dirigenti scolastici. Per questo motivo si continua ovunque a parlare delle vaccinazioni. Ora sono 10: antidifterica, antitetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Hemophilus influenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella.

Non vaccinarsi contro determinate malattie può indebolire le difese immunitarie del bambino che contrae la malattia e non viceversa. È il caso, per esempio, dei bambini che hanno già preso la varicella. In questo caso bisognerà fornire una copia della notifica della malattia infettiva alla Asl oppure il certificato del medico di famiglia o del pediatra di libera scelta.

Obbligo vaccinale, moratorie, dietrofront. E' vero invece che in diversi Paesi i genitori spontaneamente fanno vaccinare i loro figli. Anche nelle realtà 'peggiori' della nostra penisola non si va al di sotto del 90% (come accade purtroppo a Ladispoli, dove i valori in 4 anni si sono abbassati di 5-6 punti percentuali), si tratta solo di una minoranza rumorosa. In questo modo si è sicuri che il bambino ha le vaccinazioni indicate dalla legge. Ma lo Stato non sembra essersi post il problema quando ha imposto un altro obbligo per i cittadini, quello di far vaccinare i minori. Il vaccino non è qualcosa a cui credere o meno. Lo afferma un'indagine della University of Ottawa (Canada) pubblicata su Cochrane Database of Systematic Reviews. La legge dice che la regione deve assicurare "l'offerta attiva e gratuita" dell'antimeningococcica B e C, dell'antipneumococcica e dell'anto-rotavirus. A sei anni si somministra la seconda dose, in concomitanza con l'antipolio e il vaccino trivalente.

I vaccini sono un grande affare per le case farmaceutiche.

. Le persone quindi sono ancor più disorientate, non sanno di chi fidarsi.