Tre manifesti a Ebbing, Missouri: impressioni e commenti da Venezia 74

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: impressioni e commenti da Venezia 74

La comparsa di questi tre manifesti, proprio la domenica di Pasqua, infiammerà (addirittura letteralmente!) la più o meno quieta esistenza della cittadina di Ebbing, in Missouri, aprendo un "braccio di ferro" fra l'inarrestabile Mildred e il corpo di polizia locale, capitanato appunto dallo sceriffo Bill Willoughby - un Woody Harrelson lodevolmente sotto le righe in una parte ricca di sfumature. Solidarizzare. Stupire. L'intera gamma delle emozioni nei 110 minuti di un film riuscitissimo (forse l'unico ad aver messo tutti d'accordo finora): Three Billboards Outside Ebbing, Missouri. Tra l'altro, la dicotomia tra dramma e commedia non si sente affatto, anzi, tutto scorre con fluidità e naturalezza.

"Il film è divertente e malinconico come tutte le storie scritte da Martin, ma anche pieno di umanità". Tutto questo diventerà chiaro nel bellissimo finale del film che lascia, a dir poco, spiazzati.

Sono passati diversi mesi dall´omicidio di sua figlia e Mildred poiché ancora non è stato trovato il colpevole, decide di rompere il silenzio, comprando tre cartelloni stradali che generalmente indicano la direzione verso la propria cittadina, luogo in cui è stato ritrovato il corpo della giovane figlia ..."Uccisa e violentata" dice il primo.

Frances Mc Dormand sul red carpet a Venezia
Frances Mc Dormand sul red carpet a Venezia

Una psicologia del dolore che vorrebbe trovare le sue radici in un film come "A Venezia...un dicembre rosso shocking", capolavoro di Nicolas Roeg del 1973, la cui influenza si ferma però ad uno stadio prettamente citazionista, nella sequenza in cui il vice comandate Dixon commenta con la madre la visione roeghiana, con il consueto humor di cui McDonagh impregna i suoi film e che aumenta in questo caso la distanza empatica con le vicende di John e Laura Baxter: il suo cinema non contiene inevitabilmente quella ricerca sulle connessioni tra alterità, sguardo ed effetto che queste hanno sui sensi del vasto universo-Roeg, anche se non è da biasimare il suo tentativo di portarlo alla memoria comune. Mildred, infatti, non è semplicemente una donna di carattere: è un'autentica forza della natura, animata da una determinazione di ferro e pronta ad assecondare i suoi propositi più assurdi e spericolati pur di ottenere quella giustizia tanto a lungo invocata, ma che le appare quanto mai illusoria. Francis McDormand è la protagonista controversa di un western, la sua camminata e il suo personaggio, a detta dello stesso McDonagh, ricordano John Wayne, Brando o Montgomery Clift.

Un consorte ingombrante da cui Frances non si è lasciata mai mettere in ombra, continuando una carriera autonoma che l'ha portata ad altre nomination (Mississipi Burning, Almost Famous, North Country), a blockbuster (Transformers 3), divertissement come Moonrise Kingdom e tv di superqualità come la recente miniserie Olive Kitteridge. "Pensare a lei mi ha aiutato nella scrittura". "Alla fine ho ceduto, su consiglio anche di mio marito". Una sceneggiatura a dir poco perfetta diventa un gioiello nelle mani della McDormand e dei suoi colleghi Woody Harrelson e Sam Rockwell.

Descrivere Mildred, che incontriamo nell'incipit mentre percorre in automobile una solitaria strada di campagna, come un personaggio grintoso sarebbe davvero un understatement. "Ci siamo concentrati sulla verità della situazione".