Piccola morta di malaria, disperazione dei familiari di papà Marco

Piccola morta di malaria, disperazione dei familiari di papà Marco

Ma nel loro caso la malattia aveva avuto un decorso positivo, nel caso di Sofia invece la situazione è precipitata in poche ore: portata al pronto soccorso pediatrico di Trento sabato mattina con la febbre molto alta, è morta lunedì dopo il trasporto a Brescia dove c'è un reparto specializzato.

In una nota Grimoldi è riuscito a mettere insieme il caso mortale di malaria che ha portato alla morte della piccola Sofia Zago - ammalatasi a Trento e deceduta agli Spedali civili di Brescia, dove è arrivata ormai in fin di vita -, le critiche al decreto Lorenzin che rende obbligatorie dieci vaccinazioni (giudicati "inutili") e anche l'ormai nota vicenda dello stupro di Rimini: "Una bimba morta di malaria a casa nostra senza mai essere andata all'estero". Al momento, in mancanza di ulteriori spiegazioni, l'ipotesi è che la bambina possa aver contratto la malattia durante un ricovero nel reparto di pediatria dell'ospedale Santa Chiara di trento dopo Ferragosto.

Quando è entrata in ospedale, la bambina era cosciente ma improvvisamente poco dopo, mentre la diagnosi grazie ad esami di laboratorio accertava la malaria, è entrata in coma.

Prova a rispondere Paternoster, che parla di tre possibilità: contagio con il sangue, attualmente smentita dalle verifiche effettuate, una zanzara presente nella valigia incriminata, oppure una zanzara autoctona, nata proprio in Trentino, per quanto la zona sia tutt'altro che paludosa, clima indispensabile per la proliferazione della malattia. Era stata in vacanza a Bibione e non aveva compiuto viaggi in Paesi a rischio.

Diverso è il caso dei viaggiatori che non fanno la profilassi necessaria e contraggono la malattia: "Sono ancora troppi gli italiani che partono per destinazioni a rischio sottovalutando i pericoli e che dunque non fanno la profilassi antimalarica, che consiste nella somministrazione di una compressa per tutto il periodo del soggiorno ed un periodo successivo".

Non si sono fatti attendere i commenti di coloro che lottano contro l'"invasione" delle persone di origine straniera. E qui c'è anche la nonna.

Nel decennio 1989-1999 vi sono stati complessivamente circa 8 mila casi, e solo in 20 di essi la malattia è stata contratta in Italia. Una utente ad esempio ha twittato: "Pensate agli alberi che crescono in trent'anni per poi diventare la carta su cui si stampa Libero". "I nostri veterinari, interpellati, dicono che un'altra zanzara, nostrana, non può farsi vettore, anche se ha punto malati". Avete perso la vostra verve?

Insomma, questo caso della malaria continuerà a far discutere per diverso tempo.