Noemi Durini, il papà: "Il vero colpevole è il padre del fidanzato"

Noemi Durini, il papà:

Intanto, in attesa dell'autopsia, la Tac ha stabilito che la 16enne non è stata uccisa a colpi di pietra, mentre non é stato ancora disposto l'interrogatorio di garanzia per il reo confesso.

"Meglio un morto che tre". La madre della 16enne ha parlato anche delle sue denunce e del mancato intervento dei servizi sociali: "Dal 19 luglio mi avevano promesso che sarebbero intervenuti per aiutarmi e fare un piano rieducativo per mia figlia... e invece non è successo". Chiuso in una struttura protetta, il fidanzato di Noemi Durini continua a disperarsi per quello che ha fatto e continua ad essere confuso, alternando momenti di depressione e agitazione. Potrebbe essere questo, dunque, almeno stando a una prima ricostruzione, la molla che gli avrebbe fatto perdere la testa. È l'ennesimo commento choc di Biagio Marzo, il padre di Lucio, il diciassettenne che ha confessato l'omicidio della fidanzata, Noemi Durini, di un anno più giovane. Poi è andato a casa e il padre ha visto la situazione e ha detto 'ci penso io'.

Il giorno dopo il ritrovamento del suo corpo senza vita, l'ultimo post su Facebook di Noemi Durini, trovata senza vita nella campagna leccese, risuona come un doloroso grido di aiuto: "Non è amore se ti fa male". La sedicenne pensava che si trattasse di un incontro breve. E questo aveva insospettito fin dall'inizio gli inquirenti e fatto eslcudere l'ipotesi della fuga volontaria.

Ma - nonostante la "sorpresa" mostrata in tv - il padre del ragazzo non sembra estraneo a quanto è accaduto.

L'atto è stato notificato all'indagato in occasione della perquisizione nell'abitazione di famiglia a Montesardo, frazione di Alessano. Chi è salito era sporco di sangue. Sono ancora molti, a quanto pare, gli aspetti oscuri di quello delitto da chiarire. Inizialmente il fidanzato aveva raccontato infatti di aver ucciso Noemi con un masso, salvo poi ritrattare e sostenere di averla accoltellata.

L'iscrizione del nome del 17enne nel registro degli indagati per omicidio volontario è stata disposta dopo l'analisi delle dichiarazioni rese dal minorenne ai carabinieri dopo la scomparsa di Noemi e sulla base degli elementi finora raccolti dagli investigatori, coordinati dal pm del Tribunale per i minorenni Anna Carbonara.

Del resto i familiari della sedicenne avevano un rapporto conflittuale con il diciassettenne: non volevano che la ragazza avesse una relazione con lui.