'Ndrangheta a Mantova, 10 condanne per 109 anni di carcere complessivi

Di queste più di una ventina sono andate a processo.

Sei degli imputati sono stati assolti dall'accusa: si tratta di Gaetano Belfiore, Antonio Floro Vito, Moreno Nicolis, Antonio Gualtieri e Salvatore e Rosario Grande Aracri, questi ultimi fratello e nipote del boss cutrese Nicolino.

Una pena complessiva di quasi 120 anni di carcere è stata inflitta agli imputati nel cosiddetto processo Pesci, scaturito dal blitz del 2015 che aveva portato a 117 arresti in tutta Italia per le infiltrazioni della 'ndrangheta al nord, in particolare in Emilia Romagna. "Siamo soddisfatti", e' comunque il commento dei due pm dopo la lettura del dispositivo da parte del presidente del collegio Ivano Brigantini. "Per noi questa sentenza e' un punto di partenza". Pesanti le contestazioni: estorsioni, minacce, detenzione abusiva di armi, con l'aggravante dell'associazione a delinquere di stampo mafioso. "Mantova sa, quei territori sanno". L' indagine nata da chi ha deciso di non farlo, sia stimolo per una concreta partecipazione attiva, fatta di serieta' e coraggio. Le condanne di oggi si aggiungono a quelle della Corte d'appello per le persone coinvolte che avevano scelto il rito abbreviato.

Oltre al boss condanna a 26 anni al suo braccio destro trapiantato nel Nord, a Pietole, Antonio Rocca, e 4 anni a sua moglie Deanna Bignardi; un anno e 9 mesi con la condizionale al figlio Salvatore; 10 anni ad Alfonso Bonaccio, 19 a Giuseppe Loprete, 4 anni e 6 mesi pee Giacomo Marchio, 18 anni a Salvatore Muto, 4 anni ciascuno ai fratelli Ennio e Danilo Silipo.