Myanmar, il vero volto di San Suu Kyi

Myanmar, il vero volto di San Suu Kyi

La portavoce dell'Alto rappresentante Federica Mogherini, Catherine Ray, ha evitato di elaborare quando è stato chiesto se l'appello fosse sostanzialmente rivolto all'esercito birmano, ma ha sottolineato che "già ieri ci sono stati due contatti con le autorità birmane per chiedere l'accesso e continueremo a spingere per questo". a situazione "è grave e viene presa molto seriamente" ha aggiunto Ray. Lo stesso Boris Johnson, attuale ministro degli Esteri ed ex sindaco di Londra, pur rimarcando il suo supporto alla leader birmana nel processo di 'democratizzazione' del Paese, ha spiegato che le violenze che sta subendo la minoranza musulmana potrebbero 'rovinare la reputazione della Birmania'. Più di 11.700 "residenti etnici" sono stati evacuati dal Rakhine settentrionale, ha detto il governo, riferendosi a chi non è musulmano.

Quasi 75mila musulmani rohingya stanno fuggendo dalle violenze in Birmania per cercare rifugio in Bangladesh, dove i campi profughi sono ormai pieni. Non hanno nemmeno diritto di voto e non hanno partecipato alle ultime elezioni che hanno eletto Htin Kyaw come capo dello Stato, il quale è l'autista e consigliere di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace nel 1991, che di fatto è la vera leader del Myanmar.

Significative a questo proposito sono le critiche che anche nei circoli ufficiali in Occidente vengono rivolte sempre più a Aung San Suu Kyi. Ci sono stati scontri, una controffensiva dei militari in cui hanno perso la vita non meno di 400 persone. E' un crimine contro l'umanità, contro la minoranza dei musulmani che vive in Myanmar. Come mai il Nobel per la Pace San Suu Kyi sta consentendo questa mattanza? La pretesa del Myanmar di combattere il terrorismo appare decisamente esagerata, essendo la formazione di gruppi ribelli in larga misura di natura difensiva.

L'esercito birmano ha lanciato una vasta operazione militare nella regione povera di Rakhine per rispondere agli attacchi lanciati 10 dieci giorni fa dal "Arakan rohingya salvation army", sedicente difensore dei diritti della minoranza (vedi gli articoli correlati).

Se la repressione in corso in Myanmar ha probabilmente ancora pochi legami con questi aspetti, è comunque possibile che almeno in prospettiva vi siano forze che intendano sfruttare le divisioni etniche per promuovere i propri interessi strategici, visti soprattutto i precedenti legati all'utilizzo delle forze integraliste anche da parte occidentale.