Migranti: per Medici senza Frontiere l'Europa avalla le torture della Libia

Migranti: per Medici senza Frontiere l'Europa avalla le torture della Libia

Medici Senza Frontiere (MSF) ha inviato oggi una lettera aperta ai leader degli Stati membri e alle istituzioni dell'Unione Europea per denunciare le atroci sofferenze che le loro politiche sulla migrazione stanno alimentando in Libia. "Accecati dall'obiettivo di tenere le persone fuori dall'Europa, le politiche e i finanziamenti europei stanno contribuendo a fermare i barconi in partenza dalla Libia, ma in questo modo non fanno che alimentare un sistema criminale di abusi", aggiungono. La forma più estrema di sfruttamento degli esseri umani basata sul sequestro, la violenza carnale, la tortura e la schiavitù. La presidente di Msf è reduce da una visita in Libia, durante la quale ha avuto accesso al centro di detenzione "ufficiale" di Tripoli, dove vengono portate le persone raccolte dalla guardia costiera libica nelle acque territoriali. Concetti poi ribaditi in una conferenza stampa a Bruxelles.

"Le donne incinte sono oggetto di violenza sistematica".

La Commissione europea "ha ricevuto" la lettera aperta di Msf ed è "consapevole" che le condizioni nei campi di detenzione in Libia sono "scandalose ed inumane", ha detto Catherine Ray, portavoce dall'alto rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini. "Vengono particolarmente prese di mira, prese e violentate", ha raccontato Liu, citando anche il caso di una persona portata in ospedale per grave malnutrizione: "Ci è voluto un mese per farlo guarire, ma poi è stato riportato nel campo a soffrire di nuovo la fame".

Pesante accusa quella che arriva da Medici senza Frontiere all'indirizzo dell'Italia, relativamente agli abusi e alle torture cui vengono sottoposti i migranti fermati in Libia. Dobbiamo avere il coraggio di chiamarla per quello che realmente è: "un'attività fiorente che lucra su rapimenti, torture ed estorsioni" si legge ancora nella lettera aperta. "Le persone sono stipate in stanze, buie, luride, senza alcuna ventilazione e costrette a vivere una sull'altra" scrive la commissaria Ue.

MSF chiede che gli inaccettabili abusi contro le persone trattenute arbitrariamente nei centri di detenzione cessino al più presto.

È per questo motivo che la missiva inviata da Liu ai leader europei comincia con una domanda: "Chi è davvero complice dei trafficanti: chi cerca di salvare vite umane oppure chi consente che le persone vengano trattate come merci da cui trarre profitto?". "L'Ue dà molti soldi alle organizzazioni internazionali, per lavorare con Unhcr e Iom per tentare di migliorare le condizioni in Libia, perché in effetti sono atroci". Della lettera ha parlato anche la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem: in Libia i cosiddetti centri d'accoglienza non sono tali ma "sono prigioni" dove "la situazione era abominevole qualche anno fa" (quando era stata sul posto in persona come commissaria responsabile per la questione migranti) "e da allora non ho letto in nessun rapporto che la situazione sia migliorata".