Malaria, Trento: "non escluso contagio in Veneto"

Malaria, Trento:

Il parassita che ha contagiato la bambina di 4 anni morta di malaria agli Spedali di Brescia è lo stesso dei bambini ricoverati all'ospedale di Trento con lei per la malaria contratta al rientro dal Burkina Faso.

VENEZIA "Stiamo valutando con più attenzione la possibilità che la bambina sia stata contagiata mentre era a Bibione, cioè prima del ricovero in ospedale a Portogruaro, dove è stata il 13 agosto, e a Trento, dove era dal 16 al 21 agosto".

Tra le varie ipotesi effettuate dagli esperti vi è l'eventualità rara ma non per questo impossibile che la bimba morta di malaria sia stata punta da una zanzara già infetta che è stata "trasferita" da un paese estero in cui la malattia è ancora presente - come ad esempio l'Africa - al nostro tramite viaggio in un container o all'interno del bagaglio di un vacanziere. Potrebbe essere venuta in contatto con la malaria nell'ospedale veneto, anche se sembra che non tornino i tempi dell'incubazione. Scartata invece l'ipotesi della zanzara arrivata "in valigia" con la famiglia del Burkina Faso per mancanza di prove scientifiche. E' una delle piste battute dal procuratore di Trento, Marco Gallina, che ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo nella quale confluirà quella "gemella" avviata a Brescia, e che giovedì pomeriggio era a Verona per affidare l'autopsia alla dottoressa Federica Bortolotti, dell'Istituto di Medicina legale scaligero, e al dottor Angelo Cazzadori, infettivologo dell'Azienda ospedaliera universitaria locale. "I due bambini - spiega il primario dell'istituto - stanno ragionevolmente bene, ma la malaria non è una malattia da sottovalutare".

Spunta l'ipotesi contagio sulla morte della piccola di 4 anni uccisa dalla malaria a Brescia. Anche in questo caso, però, ci troveremmo di fronte ad un evento raro: "Qui c'è una seconda eccezionalità - continua Carosi - perchè le zanzare che circolano da noi non sono molto adatte a trasmettere il microrganismo, anche se in teoria potrebbero". Entrambi, come i bimbi più piccoli, che erano due femmine di 4 e 11 anni, sono guariti e sono ormai stati dimessi. La diagnosi non ha lasciato scampo: la piccola Sofia Zago aveva contratto la malaria. Con i servizi di veterinaria e igiene pubblica cercheremo di comprendere le ragioni del caso, andrà fatta un' indagine.

Purtroppo le sue condizioni si aggravano, la febbre è sempre alta: il 2 settembre i genitori decidono di portarla nuovamente al pronto soccorso del Santa Chiara.

Non è ancora dimostrato che il plasmodio che ha colpito la bambina morta di malaria sia lo stesso che avevano le due bambine nell'ospedale di Trento. "Per la nostra conoscenza non esistono in Trentino e in Italia vettori idonei alla trasmissione della malaria".

Un interrogativo che i medici si pongono a ripetizione, decisi a fare luce sulla morte di Sofia Zago, la bambina deceduta a Brescia dopo aver contratto la malaria. E poi le bambine sono state portate prima all'ospedale di Tione e poi a quello di Trento: dura che la zanzara sia sopravvissuta a tanti spostamenti e soprattutto a un viaggio nella stiva dell'aereo. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles (nella foto qui sopra). "L'articolo è poi stato confermato - sostiene Romi - ma si tratta di un caso fino ad ora unico, il che non vuol dire che si sia potuto ripetere anche questa volta".