M5S, le regole per scegliere il premier: potranno candidarsi anche gli indagati

M5S, le regole per scegliere il premier: potranno candidarsi anche gli indagati

"Chi ritiene di avere i requisiti necessari per avanzare la propria candidatura, dovrà provvedere entro il termine perentorio delle ore 12.00 del giorno lunedì 18 settembre 2017 ad accettare la candidatura accedendo alla propria pagina", si legge nel post che aggiunge: la lista dei candidati "verrà sottoposta alla votazione in Rete". Ne emerge che ogni iscritto ha diritto a un voto e che sono candidabili tutti i portavoce dai Consigli di Cicoscrizione in su (purché, nel frattempo, non abbiano cambiato gruppo o partito) ma, soprattutto, sembra che Grillo abbia deciso che alla consultazione possano partecipare anche gli indagati, cioé coloro che "siano a conoscenza di indagini e procedimenti penali (si presume che qui ci sia un refuso: perché manca la frase "a loro carico"; ndr) ai quali verrà richiesto un certificato ai sensi dell'art".

Sul blog di Beppe Grillo è uscito il regolamento per eleggere il candidato premier in vista delle elezioni politiche del 2018, che sarà anche "il capo della forza politica che depositerà il programma elettorale sotto il simbolo M5S".

Il primo motivo di malumore tra gli iscritti (a Roma, in particolare, il malumore è fortissimo) è che questa regola promulgata per l'occasione dal capo politico e garante del Movimento aggira e va in conflitto totale con lo storico articolo 7 dello stesso regolamento fondativo del Movimento cinque stelle, che prevede due soli requisiti per la candidabilità alle elezioni: che il candidato sia incensurato e che non abbia procedimenti in corso. Per candidarsi occorre anche non aver "tenuto condotte in contrasto con i principi, valori, programmi, nonché con l'immagine del M5s, del suo simbolo e del suo Garante". Nel 2013 era Beppe Grillo.

Intanto, Roberta Lombardi, in un post su Facebook, ha annunciato la sua candidatura alle Regionarie M5s per la presidenza del Lazio.

Proprio quest'ultima regola, però, ha scatenato le polemiche. La novità che balza agli occhi è che c'è una regola inedita, nuovissima, che prosegue la linea garantista inaugurata appositamente per Virginia Raggi. Su Di Maio, infatti, pende un giudizio in seguito a una denuncia per diffamazione fatta dalla stessa Cassimatis.

Innanzitutto, però, sorge spontanea un'altra domanda: esattamente quale norma dello Statuto del M5S ha dato al Garante Grillo la possibilità di stabilire queste regole? . "A livello di amministrazioni comunali il Movimento 5 Stelle sta mostrando, con alcune lodevoli eccezioni, il dominio dell'incompetenza", dice il segretario del Pd.