Ius soli: la partita non è chiusa, assicura Vaccari (PD)

Ius soli: la partita non è chiusa, assicura Vaccari (PD)

Ancora scintille nel Pd e nella maggioranza a proposito di ius soli.

"La situazione è abbastanza semplice: nei mesi in cui sono stato reggente del Pd dopo le dimissioni di Renzi da segretario spiegai con chiarezza che l'unico modo per approvare lo Ius soli al Senato è mettere la fiducia". Lo dichiara il presidente dei deputati Ap Maurizio Lupi. Portare in aula il testo senza la garanzia che venga posta la fiducia significa ammazzare lo Ius soli. Così il premier Paolo Gentiloni a Corfù al termine del bilaterale con Alexis Tsipras in Grecia risponde a una domanda sul dibattito interno sullo Ius soli dopo lo stop di due giorni fa al Senato che molti hanno interpretato come l'affondamento definitivo della proposta di legge per dare cittadinanza ai figli degli immigrati nati e vissuti in Italia. "Non devo ricordare quando finisce e quando inizia l'autunno: è consapevolezza acquisita".

Sottolinea in ultimo: "Tradotto in brutali numeri al Senato mancano una trentina di voti con il rischio che, se si fosse messa la fiducia, non solo non si avrebbe avuto la legge che introduce lo ius soli temperato e lo ius culturae, ma avrebbe potuto cadere anche il governo prima ancora di adottare la legge di bilancio".

All'indomani della resa del Pd a Palazzo Madama sulla legge che cambia le regole per la cittadinanza ("in questo momento non c'è una maggioranza", la confessione del capogruppo Luigi Zanda), le parole del ministro dei Trasporti Graziano Delrio al tg della cattolica Tv2000 - "il dietrofront del Senato sullo ius soli è certamente un atto di paura grave" - suonano come un'accusa pesante al partito e al governo di cui fa parte. "È un lavoro da fare". Quella garanzia ad oggi ancora non c'è. Quindi quella scelta non è un atto di paura, ma di assoluto buon senso che serve a non far naufragare la possibilità di approvarla. "Perché è proprio a loro che compete questa decisione". Se la abbiamo approvata alla Camera è grazie al Pd. "Ai ministri che chiedono lodevolmente di accelerare - sono ancora le parole del presidente Pd - suggerisco di lavorare più rapidamente per sciogliere il nodo fiducia. Orfini si metta il cuore in pace, la richiesta di fiducia spetta al presidente del Consiglio, e il Consiglio dei ministri è un organo collegiale nel quale i ministri di Ap non daranno mai l'assenso alla fiducia".