Il Piano in 8 punti di Minniti per l'integrazione dei migranti

Il Piano in 8 punti di Minniti per l'integrazione dei migranti

Nel Piano viene evidenziato che "l'apprendimento della lingua italiana rappresenta un diritto, ma anche un dovere", pertanto è stato approntato "un test iniziale che aiuti a definire il livello e la metodica d'insegnamento più adatta", al fine di rendere obbligatoria la partecipazione ai corsi di lingua.

I migranti potranno accedere al Servizio civile o svolgere corsi di per l'apprendistato.

Per poter finanziare questo Piano, l'Unione europea ha messo a disposizione 100 milioni di euro, che saranno integrati da finanziamenti europei particolarmente dedicati all'accoglienza ed all'assistenza degli stranieri.

Il rispetto dei valori.

Un modello di convivenza con i cittadini italiani ispirato ai valori della nostra Costituzione, è quello che si propone il Primo piano nazionale di integrazione rivolto ai beneficiari di protezione internazionale e che è stato presentato oggi al Viminale dal ministro Minniti. "Abbiamo lavorato a una strategia di integrazione sostenibile - ha dichiarato Minniti - quindi con una presenza degli stranieri equamente distribuita sul territorio nazionale". E sono riserve che definiscono di buonsenso.

Per i #migranti sono previsti 4 doveri da compiere, compensati da altrettanti diritti che le istituzioni italiane si impegnano ad assicurare. I minori avranno naturalmente l'obbligo scolastico e per gli adulti è previsto "il riconoscimento dei titoli e delle qualifiche acquisiti nel Paese di origine" e dunque si è deciso di "uniformare le procedure per il riconoscimento e la valorizzazione dei titoli e delle qualificazioni pregresse, standardizzando metodi di valutazione alternativi in caso d'irreperibilità dei documenti ufficiali". "È pianificato il sostegno alla creazione d'impresa, all'autoimpiego (poiché i titolari di protezione riscontrano difficoltà di accesso al credito per l'impossibilità di fornire adeguate garanzie) e al concreto inserimento nel settore lavorativo".

Il nome per esteso è '#Piano Nazionale Integrazione per i titolari di protezione internazionale'.

E, sempre per evitare soluzioni improvvisate, nelle ultime fasi dell'accoglienza le autorità si impegneranno a "favorire iniziative di coabitazione: affitti condivisi e i condomini solidali", anche mediante un eventuale "supporto economico per l'affitto".

L'assistenza sanitaria. L'assistenza sanitaria è già garantita a chi richiede asilo e queste persone dovranno essere inserite nella "fascia di popolazione più vulnerabile con particolare riferimento a salute mentale e disabilità, minori, donne, mutilazioni genitali femminili, violenza di genere".