I primi risultati dell'autopsia per la bimba morta a Brescia

I primi risultati dell'autopsia per la bimba morta a Brescia

Se il materiale biologico non fosse sufficiente, l'autopsia di oggi aveva, tra l'altro, anche lo scopo di raccoglierne altro. L'esame sarà compiuto proprio all'istituto di medicina legale del nosocomio cittadino e assisteranno anche due medici nominati come consulenti dalla procura di Trento. Le analisi in corso da parte dell'Iss sono intanto quelle per verificare se il Plasmodium falciparum, che risulta causa della malaria sia per Sofia che per gli altri pazienti ricoverati a Trento nello stesso periodo, sia dello stesso ceppo.

- CyberNewsH24: #News Sofia morta per complicanze malariche - Wnews24h24crema: #Trento autopsia conferma, Sofia morta per malaria L'ospedale esclude contagio per ago infetto.

La piccola, figlia di una coppia di Trento, era ricoverata al Santa Chiara di Trento, dove sabato le era stata diagnosticata la malaria.

"Stiamo valutando con più attenzione la possibilità che la bambina sia stata contagiata mentre era a Bibione, cioè prima del ricovero in ospedale a Portogruaro, dove è stata il 13 agosto, e a Trento, dove era dal 16 al 21 agosto". "Ce l'hanno anticipato informalmente dall'ospedale e chiederemo informazioni specifiche".

Appurato che la causa del decesso di Sofia è stata una complicazione della malaria, resta per la Procura la sfida più difficile: quella di appurare in quali circostanze la piccola abbia contratto la malattia e soprattutto se vi siano state responsabilità umane.

ISPETTORI DEL MINISTERO DELLA SALUTE A TRENTO - Sono arrivati all'ospedale "Santa Chiara" di Trento gli ispettori inviati dal Ministero della Salute che saranno impegnati nell'indagine a seguito del decesso per malaria di Sofia, bambina di quattro anni avvenuto lunedi' agli "Spedali Civili" di Brescia. "Serve - ha spiegato il procuratore capo di Trento - per contribuire a ricostruire le tappe della vicenda, a mettere in ordine la storia della bambina morta".

- La puntura di zanzare "italiane" che, dopo aver punto soggetti infettati (i bambini di ritorno dal Burkina Faso) hanno poi contagiato Sofia.