Giuseppina Ghersi e la guerra della memoria

Giuseppina Ghersi e la guerra della memoria

Ma se il film dei fratelli Taviani ha il merito - seppure all'interno di un'opera di fantasia - di non cedere alla tentazione di omettere il tragico per spiegare l'epico, la pretesa dell'ANPI di negare la dedica di una targa alla memoria di Giuseppina Ghersi - la tredicenne savonese seviziata e uccisa dai partigiani - avrebbe come effetto proprio quello di nascondere la realtà profonda della storia, negandone il senso e riducendo la possibilità di comprenderla. Troppo, probabilmente, per un popolo che ha sempre rifiutato di riconoscere il fascismo in sé - l'autobiografia della nazione di cui parlava Piero Gobetti, o l'inconscio degli italiani di cui parlava lo stesso Mussolini - ma che ha sempre preteso di riconoscere, di combattere e di reprimere il fascismo "degli altri", negli altri, e che oggi si contende le spoglie di una bambina morta settant'anni fa - per nasconderle o per esporle in ostensione - come estremo tentativo di rimozione o di autoassoluzione. In particolare l'oggetto della contesa è la posa dj una targa in ricordo di Giuseppina Ghersi che verrà scoperta il prossimo 30 settembre nella cittadina in provincia di Savona. Con un padre partigiano, "in montagna per diciotto mesi", Pollero ha sottolineato la volontà di ricordare la vittima e "non chi ha combattuto dalla parte sbagliata". Come riporta il Secolo XIX, per Rago "la pietà per una giovane vita violata e stroncata non allontana la sua responsabilità per la scelta di schierarsi ed operare con accanimento a fianco degli aguzzini fascisti e nazisti". Per primo è stato l'Anpi provinciale ad insorgere contro il progetto dell'amministrazione del piccolo borgo rivierasco che ha innescato la discussione e riapre una pagina dolorosa della storia savonese, a 72 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Parole da cui ha preso le distanze Bruno Spagnoletti, dirigente Cgil in pensione.

Ma a sinistra le posizioni sono diverse. Dopo queste dichiarazioni, alcune sezioni dell'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani si è nettamente dissociata: "Non possiamo condividere l'ostilità a una iniziativa, come quella del Comune di Noli, che si limita a rendere la dovuta memoria a una vittima innocente degli eccessi della guerra di Liberazione".

Una ragazzina di 13 anni, violentata e uccisa dai partigiani. Secondo la stampa locale, il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio, ha deciso che non parteciperà alla celebrazione a Noli.