Giudice trentino zittisce avvocato siciliano "siamo in un posto civile"

Giudice trentino zittisce avvocato siciliano

"Avvocato, lei taccia, siamo in un posto civile, non a Palermo". Il destinatario dell'infelice frase, carica di risentimento e pregiudizio verso il sud Italia, è stato l'avvocato Stefano Giordano, figlio del presidente del Maxiprocesso di Palermo, Alfonso Giordano.

Da parte sua il giudice Ancona ha spiegato di non voler offendere la città di Palermo e che l'avvocato Giordano aveva aggredito verbalmente una pm che fra l'altro non centrava con la causa che si stava discutendo. A questo punto il legale palermitano avrebbe chiesto, e solo dopo numerosi sforzi, ottenuto la verbalizzazione di quanto accaduto. "Diciamo - ha detto al quotidiano Il Dolomiti - che il comportamento scorretto dell'avvocato mi ha fatto uscire questa frase".

L'avvocato denuncia anche di non essere riuscito ad ottenere dalla cancelleria del Tribunale trentino la copia del suddetto verbale. Ma sarebbe già stato "concordato con il presidente dell'Ordine di Palermo, l'avvocato Francesco Greco, di redigere insieme - aggiunge l'avvocato siciliano - un esposto che sarà prontamente comunicato al Csm e alle altre autorità istituzionali competenti".