Gay o etero? Te lo dice un algoritmo

Gay o etero? Te lo dice un algoritmo

Un'indagine destinata a far molto discutere.

L'algoritmo utilizzato nello studio, il Vgg-Face, è riuscito a distinguere correttamente fra persone omosessuali ed eterosessuali nell'81% dei casi per gli uomini (con punte del 91% nel caso di più foto della stessa persona) e nel 74% dei casi per le immagini di donne (con punte dell'83% per più foto). I risultati (ancora in bozza) saranno presto pubblicati sul Journal of Personality Social Psychology e riportati in prima battuta dall'Economist. Le donne lesbiche, invece, erano l'opposto, generalmente con mascelle più grandi e una fronte più piccola.

I risultati e le rilevanze ottenute da questo algoritmo, portano gli autori a sostenere che i volti delle persone conterrebberro effettivamente più informazioni sull'orientamento sessuale di quante ne possa percepire e interpretare il cervello umano.

Se il mondo accademico storce il naso e ribadisce l'importanza dei fattori ambientali nella definizione delle nostre tendenze sessuali, per la gente comune potrebbe risultare piuttosto antipatico ridurre una questione complessa e personalissima come la sessualità a dei parametri facciali. Ci possono infatti essere delle conseguenze reali nella vita di tutti i giorni a seconda di come queste profilazioni vengono utilizzate (per motivi politici, di marketing, o altro).

Ovviamente l'indagine ha una quantità enorme di limiti. O, per dirla semplicemente, è nell'evoluzione naturale della persona. E valuta come risultato azzeccato la corrispondenza fra la previsione del sistema e le dichiarazioni degli utenti su un banale sito di dating.

Una direzione pericolosa, soprattutto in tempi di proliferazione di social network e di condivisione indiscriminata delle immagini personali.