Corea del Nord, l'Onu impone nuove sanzioni su import e export

Corea del Nord, l'Onu impone nuove sanzioni su import e export

Nonostante la Corea del Nord abbia promesso le "peggiori sofferenze" in caso di ulteriori restrizioni economiche, nella giornata di ieri (mezzanotte ora italiana) il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all'unanimità le nuove sanzioni contro Pyongyang. Sufficiente comunque rispetto ad una prima bozza presentata dall'Amministrazione Trump che prevedeva anche il blocco totale degli averi di Kim (ritirato dalla risoluzione definitiva per volere di Mosca), l'ispezione dei mezzi navali nordcoreani o l'allontanamento dei cittadini della Corea del Nord attualmente residenti all'estero (misure in parte mantenute). Bandite anche le esportazioni di petrolio e gas naturale verso la Corea del Nord se non quantità strettamente necessaria per il sostentamento. Secondo il quotidiano, che cita "funzionari statunitensi", "contrabbandieri russi" stanno accorrendo in soccorso della corea del Nord con carichi di petrolio e altri rifornimenti vitali che potrebbero vanificare l'effetto delle sanzioni appena approvate dal consiglio di sicurezza. Gli Usa hanno ammorbidito l'iniziale impostazione per ottenere il sostegno di Cina e Russia. In quest'ultimo caso sarà consentità la vendita al governo di Pyongyang, la fornitura o il trasferimento di tutti i prodotti petroliferi fino a 500 mila barili per i prossimi tre mesi e fino a due milioni di barili all'anno a partire dal prossimo mese di gennaio. "Se continueranno su questa strada continueremo ad aumentare la pressione, se decideranno di cambiare percorso il mondo vivrà in pace con loro". "A patto - viene chiarito - che siano impiegati per il sostentamento della popolazione e non servano a generare profitto da investire in programmi nucleari". "Il mondo deve fermare la marcia nordcoreana verso il nucleare".

Stavolta la Cina non ha battuto ciglio e, sebbene l'ambasciatore di Pechino all'ONU, Liu Jieyi, abbia sottolineato ancora una volta che la soluzione alla crisi coreana deve essere affidata alla diplomazia [VIDEO], ha comunque votato le nuove misure restrittive. Stati uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia hanno giudicato la risoluzione adottata "molto solida", "equilibrata" e tale da consentire all'Onu di affermare la sua "unità" e "determinazione".

La Russia, che confina con la Corea del Nord, vorrebbe invece mantenere il dialogo aperto coinvolgendo il regime in opere strategiche di sviluppo e nei commerci bilaterali, e vorrebbe soprattutto la denuclearizzazione della penisola, anche della parte sudcoreana.