Corea del Nord: il Consiglio di sicurezza ONU approva nuova sanzioni

Corea del Nord: il Consiglio di sicurezza ONU approva nuova sanzioni

Nonostante la tempesta dei giorni scorsi e il continuo batti e ribatti di minacce e provocazioni, la Corea del Nord si ritrova a fare i conti con una nuova imposizione dell'Onu che, stavolta, rischia seriamente di far rallentare la marcia nucleare del regime di Kim: il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, infatti, ha votato all'unanimità ulteriori sanzioni contro Pyongyang le quali, nello specifico, riguarderanno l'importante settore tessile, in particolare le esportazioni, il petrolio e il gas naturale.

Ecco dunque che le sanzioni più morbide del previsto possono essere lette come una attestazione dello status di potenza nucleare nei confronti della Corea del Nord, che alla fine è il vero scopo della corsa agli armamenti di Pyongyang. Le nuove misure prevedono, tra l'altro, una stretta all'export di petrolio e di raffinati verso la Corea del Nord.

La notizia arriva dopo il sesto test nucleare della Corea del Nord, che ha lanciato una bomba a idrogeno la cui esplosione, peraltro, è stata cinque volte più potente di quella di Nagasaki. Pyongyang "è pronta a guarda all'uso di ogni forma di mezzi estremi" e infliggerà agli Usa "i più grandi dolori e le peggiori sofferenze della loro storia".

"La migliore forma di deterrenza che abbiamo - a parte la scelta di dotarci anche noi di armi nucleari - è fare in modo che Kim Jong-un tema per la propria vita", spiega Shin Won-sik, generale ed ex stratega militare sudcoreano, citato dal quotidiano statunitense. Altri due aspetti saltati rispetto alla bozza americana: non ci sarà la possibilità di usare la forza per ispezionare le navi che entrano o escono dalle acque nordcoreane e il dittatore Kim Jong-un non riceverà sanzioni personali. Tuttavia Pechino ha ribadito la sua opposizione al dispiegamento dei sistemi antimissile Thaad in Corea del Sud, sottolineando come la crisi debba essere risolta in maniera pacifica.

Pyongyang, che incolpa Washington di questa escalation della tensione, ha avvertito che per mantenere "la pace e la sicurezza nella regione" è necessario stabilire "una situazione di equilibrio" militare con gli Stati Uniti, cosa che presuppone un impegno a proseguire nella strategia di difesa.

Il missile, un Hwasong-12 a medio raggio, ha volato per 15 minuti come riportato dal segretario del governo giapponese, Yoshihide Suga.

Inoltre, la Corea del Nord avrebbe costruito missili balistici che riuscirebbero ad arrivare negli USA e nel tragitto potrebbero creare danni seri alla Corea del Sud e al Giappone.