Consip, Renzi: 'Scandalo per colpirmi'

Consip, Renzi: 'Scandalo per colpirmi'

Grande partecipazione ieri sera a Barzago per l'apertura della festa provinciale del Pd Lecco, con gli interventi di dell'onorevole Roberto Giachetti, del segretario lombardo Alessandro Alfieri e soprattutto dell'ex premier e segretario nazionale Matteo Renzi. Persone a me molto care stanno soffrendo per questo.

"Complotto è una parola che non ho mai utilizzato e non la utilizzerò adesso". La usano i giornalisti.

"Penso che qualcuno che voleva utilizzare Consip per gettare fango su di me vedrà il fango ritorcersi contro, come per l'Expo, come per il Jobs act". E conclude: "Lo scandalo Consip è nato per colpire me e penso che finirà per colpire quelli che hanno falsificato le prove contro il presidente del Consiglio".

Secondo l'ex presidente del Consiglio, "dire di no per paura significa condannare un'intera generazione: se fai politica devi prenderti le tue responsabilità". Io - ha evidenziato - non dimentico di essere un esponente delle istituzioni. Dunque nutro un sentimento di stima assoluta nei confronti dei carabinieri (poi ci sono episodi che vanno condannati), del Comando generale, e stima e direi rispetto profondo per l'azione dell'intelligence italiana impegnata in tanti teatri di guerra.

Ci sono voluti incredibilmente quasi due mesi - dico due - perché dal Consiglio Superiore della Magistratura partisse un rapporto alla Procura di Roma, che si occupa già da tempo di quegli ufficiali di polizia giudiziaria e del sostituto procuratore che si avvaleva della loro collaborazione: naturalmente il noto, anzi notissimo Henry John Voodckok, o come altro si scrive il suo nome, indagato -si è appena appreso- anche per falso. Che poi non ha mancato di far notare a Renzi che lui stesso "è nelle condizioni ideali per sapere cosa sarebbe accaduto se fosse stato applicato al caso Lusi il criterio politico e morale che lui utilizza oggi per la Lega".