Codice antimafia, ecco la nuova legge: più regole e trasparenza

Codice antimafia, ecco la nuova legge: più regole e trasparenza

L'equiparazione mafioso-corrotto probabilmente subirà delle modifiche visto che è passato un ordine del giorno che impegna il governo a rivedere la norma. Attenzione particolare al sequestro dei beni: le misure di prevenzione come la confisca dei beni si applicano non più solo ai mafiosi ma anche a chi ha commesso reati di corruzione, concussione, terrorismo e stalking. Il forzista Renato Brunetta grida all'abominio sottolineando che "con la pessima riforma del codice antimafia siamo al panpenalismo". Altri 20 mila i beni confiscati (tra terreni, aziende e immobili) con procedimenti di natura penale.

L'amministrazione giudiziaria di beni e aziende sarà possibile anche in presenza di indizi da cui risulti che il libero esercizio di attività economiche agevola l'attività dei soggetti colpiti da una misura di prevenzione patrimoniale o che abbiano comunque in corso un procedimento penale per specifici delitti di mafia o gravi reati contro la Pa. La durata raddoppia, con possibile proroga per un periodo comunque massimo di due anni.

L'obiettivo di questa riforma è quello innanzitutto di velocizzare le misure di prevenzione patrimoniale. Le misure saranno adottate in tempi più brevi rispetto a quanto avvenuto sino ad oggi, grazie all'istituzione di sezioni specializzate presso le Corti d'Appello.

CONFISCA RAFFORZATA - E' stabilito espressamente che non si può giustificare la legittima provenienza dei beni adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli è frutto di evasione fiscale. Quando non viene applicata la confisca si può avere l'amministrazione giudiziaria e il controllo giudiziario. E' prevista inoltre la confisca allargata a fronte di alcuni reati contro l'ambiente e in caso di autoriciclaggio anche se è maturata una causa di morte della persona offesa.

CONTROLLO GIUDIZIARIO AZIENDE SE RISCHIO INFILTRAZIONE - Introdotto l'istituto del controllo giudiziario delle aziende in caso di pericolo concreto di infiltrazioni mafiose. Pesante giro di vite anche sugli incarichi ai parenti, con il testo di legge a stabilire "maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari, con garanzia di competenze idonee" e "rotazione negli incarichi". Inoltre, è stato stanziato un fondo per l'aiuto alla continuazione dell'attività dell'impresa e, dunque, al mantenimento dei posti di lavoro.

STOP A PARENTOPOLI NEGLI INCARICHI - Non potranno più assumere l'ufficio di amministratore giudiziario, coadiutore o diretto collaboratore il coniuge, i parenti e gli affini, i conviventi o i commensali abituali del magistrato che conferisce l'incarico. Si tratta della così chiamata norma Seguto, dal nome dell'ex presidente della sezione per le misure di prevenzione presso il tribunale di palermo, che fu indagata per corruzione. Il governo poi è delegato a disciplinare un regime sistematico di incompatibilità da estendere ai curatori fallimentari vietando di nominare chi abbia rapporti di parentela, affinità, convivenza e comunque assidua frequentazione con uno qualunque dei magistrati dell'ufficio giudiziario che conferisce l'incarico. Gli imprenditori del settore matureranno, dopo un anno di collaborazione, un diritto di prelazione in caso di vendita o affitto dell'azienda e la possibilità di un supporto tecnico gratuito.

L'Agenzia nazionale per i beni confiscati viene riorganizzata e potenziata con riferimento al proprio ruolo e alle relative competenze. La sede centrale sarà a Roma e avrà un direttore - non per forza un prefetto - che si occuperà dell'amministrazione dei beni dopo la confisca di secondo grado. "Il Codice è in linea con la realtà della mafia che è sempre più impresa e sempre meno coppola e lupara e in linea anche con un certo modo di pensare dei mafiosi che temono di andare in galera ma temono soprattutto di essere toccati nel portafoglio perché il loro potere è un potere economico".