Chikungunya. Dopo Anzio, altri 4 casi a Roma. Regione convoca il Comune

Chikungunya. Dopo Anzio, altri 4 casi a Roma. Regione convoca il Comune

Dopo questi ultimi casi, la Regione Lazio invita l'amministrazione della Capitale a disinfestare.

A distanza di pochi giorni la Chikungunya, malattia febbrile trasmessa da zanzare infette, torna a far parlare di sé. "Altri quattro casi sono stati accertati nel territorio della Asl Roma 2 e già notificati al sistema di sorveglianza", spiega la Regione. In particolare, si è indicata la necessità di avviare un "piano straordinario di disinfestazione" dalle zanzare sul territorio comunale. È importante che i pazienti infetti dalla malattia seguano le stesse precauzioni: se punti nuovamente, infatti, la probabilità che il virus venga trasmesso ad un'altra persona tramite il morso di zanzara è molto alto.

Nel corso del fine settimana, mentre l'ondata di maltempo si abbatteva sull'Italia, c'è stato un vero e proprio boom di accessi al pronto soccorso degli ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno dopo la notizia dei tre casi registrati di pazienti affetti dal virus Chikungunya.

"Sarà la disinfestazione ad abbattere la possibilità di nuovi contagi di Chikungunya ma un aiuto arriverà anche dall'arrivo delle temperature più fredde", spiega Gianni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di Sanitaà. Le responsabili della trasmissione della Chikungunya sono le zanzare del genere Aedes, come Aedes aegypti (la stessa che trasmette la febbre gialla e la dengue).

La prevenzione? È assolutamente possibile: in primo luogo, si tratta di cercare di ridurre al minimo le punture di zanzare.

E' quanto si legge in una nota della Regione Lazio. Come riporta Epicentro, portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica, la malattia non è letale (la mortalità è dello 0,4%), ma i sintomi possono essere molto acuti, simili a quelli di una forte influenza: dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni, si manifestano febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e soprattutto importanti dolori alle articolazioni (da qui il nome chikungunya, che in lingua swahili significa "ciò che contorce"), tanto da limitare i movimenti dei malati. Si può sviluppare anche un esantema maculopapulare pruriginoso. Africa e Asia, negli anni a seguire, hanno continuato a registrare numerosi casi. Le complicanze più gravi sono rare e possono essere di natura emorragica (ma non in modo così grave come nella dengue) entro 3-5 giorni, o neurologica, soprattutto nei bambini. Un altro importante vettore è Aedes albopictus, comunemente chiamata zanzara tigre, presente nei centri abitati del nostro Paese.

Non è la prima volta che accade in Italia, nell'agosto del 2007 sono stati notificati i primi casi autoctoni in Emilia Romagna, circa 250, e si registrò anche un decesso, una donna che soffriva anche di altre malattie. In alcuni sporadici casi, la puntura di zanzara può addirittura essere fatale, soprattutto in soggetti in età avanzata che già presentato sottostanti patologie di base.