Bimba morta per la malaria: "Stesso parassita dei due bimbi infetti"

Bimba morta per la malaria:

Claudio Dario, Paolo Bordon e Nunzia di Palma.

La vicenda è purtroppo nota a tutti. Ripeto però che le ipotesi sono tutte aperte, in attesa di un quadro completo di accertamenti.

Il parassita, un plasmodio, va così a vivere nel sangue umano. "Febbre molto alta, alla comparsa della quale si deve subito andare in ospedale, se si arriva da Paesi a rischio".

Erano esattamente vent'anni che una persona non contraeva la malaria autoctona entro i confini italiani. Nel 1970 l'OMS include l'Italia tra i paesi indenni da malaria, tuttavia nel nostro paese per questa malattia resta in vigore la notifica obbligatoria.

Se non viene trattata con i farmaci appropriati, la malaria può diventare rapidamente pericolosa e mettere a rischio la vita, interrompendo l'afflusso di sangue agli organi vitali. Caratteristico di una Maremma paludosa, impestata dalle zanzare anofele. Nel biennio 1999-2000, in Italia, per la malaria sono avvenuti sette decessi. "Qui c'è una seconda eccezionalità, perché le zanzare che circolano da noi non sono molto adatte a trasmettere il microrganismo, anche se in teoria potrebbero".

"I modelli matematici a disposizione ci dicono che la densità delle Anopheles in Italia è bassa, perciò l'eventualità che trasmettano l'infezione risulta rara". L'Istituto Superiore di Sanità ha fatto uno studio nel 2009 sulle zanzare potenzialmente vettrici della malattia presenti in Italia. Raramente può essere contratta in altri modi.

Infine c'è la cosiddetta "malaria da aeroporto": zanzare infette che provengono dai paesi epidemici possono infettare persone che provengono da altri paesi non soggetti normalmente all'epidemia.

"Come riportato dal "Corriere del Mezzogiorno":"I due bambini stanno ragionevolmente bene, ma la malaria non è una malattia da sottovalutare" ha spiegato il professor Alfredo Guarino, primario del reparto di malattie infettive del Policlinico della Federico II, dove i due bambini sono ancora ricoverati.". Per ottenere risposte più concrete occorre attendere l'esito dell'indagine epidemiologica. Il parassita che ha causato la malaria alla bimba di 4 anni morta dopo il ricovero nell'ospedale trentino Santa Chiara, è lo stesso che aveva fatto ammalare i due bambini di ritorno dal Burkina Faso.

Accertato - come abbiamo visto - che non esiste il contagio nel senso tradizionale del significato, è possibile che una zanzara abbia trasmesso il plasmodio in condizioni davvero impossibili. Entrambi erano stati dimessi dopo quattro giorni.

E' già stato verificato che a Sofia non sono state fatte trasfusioni "ed è anche escluso che ci sia potuto essere un contatto accidentale di sangue infetto con il sangue di Sofia. Il giorno dopo era senza febbre". Significa che l'individuo colpito dalla malattia tornava da un viaggio all'estero, soprattutto nei Paesi in cui la malaria è ancora endemica, e quindi in Africa, in Asia o in America centrale.

La famiglia della bimba morta nell'ospedale di Trento però non era mai stata in vacanza in posti esotici.

Il giro degli ispettori è durato due ore, stessa durata dell'ispezione effettuata in mattinata anche presso l'ospedale di Portogruaro (Venezia). La trasmissione della malaria fu praticamente interrotta a conclusione della Campagna di Lotta Antimalarica (1947-51), casi sporadici, dovuti a Plasmodium vivax, si verificarono in Sicilia fino agli inizi degli anni '60. Il parassita in questione è il Plasmodium falciparum, "ma - spiega la dottoressa Di Palma - possono esserci diversi ceppi". Attualmente è in sperimentazione un vaccino, il primo che ha dato risultati soddisfacenti, che dal prossimo anno verrà testato su larga scala in tre paesi africani, Malawi, Ghana e Kenya.