Bimba morta di malaria: due inchieste in corso, ecco cosa sappiamo

Bimba morta di malaria: due inchieste in corso, ecco cosa sappiamo

Per esempio, con i due fratellini provenienti dal Burkina Faso dopo una vacanza e che avevano contratto la malaria e in cura all'ospedale Santa Chiara di Trento proprio nel periodo in cui c'era anche Sofia.

Ci sono due inchieste distinte, aperte dalle Procure di Trento e di Brescia, sul caso letale di malaria che ha copito Sofia Zago, una bimba trentina di 4 anni morta in ospedale a Brescia, caso che ha dell'incredibile. Questa ipotesi è però naufragata subito perché i tempi di incubazione della zanzara in questione (7 giorni) e nell'uomo (dai 14 ai 21) non sono compatibili con le date dei ricoveri. È il commento del professor Aldo Morrone, direttore servizio Salute Globale dell'Ospedale San Gallicano di Roma, sul caso della bambina di 4 anni morta a Brescia per malaria, rilasciato ai microfoni di Radio Cusano Campus.

Oltre ai due bambini africani in pediatria, all'ospedale di Trento c'erano anche la mamma e un fratello più grande, adolescente, ricoverati invece nel reparto degli adulti. Sul caso la magistratura ha aperto un fascicolo e al momento non si esclude che la piccola possa essere stata infettata da una zanzara giunta dall'estero in qualche bagaglio. Ciò significa che il comune ha dato il nulla osta per l'esecuzione dei funerali e la sepoltura.

Non è vero neppure che il caso di Sofia è il primo decesso di malaria in Trentino.

Una bambina di quattro anni, Sofia Z. Anche in Italia esistono zanzare che potrebbero essere potenziali vettori, ma il rischio è veramente molto basso perché pungono quasi esclusivamente gli animali.

Di questo avviso è Giampiero Carosi, ordinario di clinica delle malattie infettive e tropicali dell'Università degli Studi di Brescia, che osserva: "Non mi sono occupato del caso e non sono un entomologo, ma ci sono numerosi studi che attestano la presenza della zanzara Anopheles in Italia, pur se si tratta di esemplari poco adatti alla trasmissione del Falciparum". E la zanzara che trasmette la malattia non risulta presente, come specie, in Italia.

Successivamente, sabato 2 settembre, la bambina è stata nuovamente ricoverata in Pediatria al S. Chiara. In quei casi, i bambini erano guariti. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles (nella foto qui sopra).

Fatto salvo che è noto come non sia possibile la trasmissione della malaria da uomo a uomo con dei semplici contatti. In questi casi, nelle situazioni più gravi, la morte può arrivare nell'arco di 24 ore.

Come ricordano con molto buon senso in questi giorni gli esperti - per non diffondere un panico che non avrebbe ragione di esistere tra la popolazione - nel nostro Paese la malaria è stata debellata nel 1970, mentre, come abbiamo detto, ciò non può dirsi per altre zone del mondo.