A Milano corruzione nel settore delle protesi: 21 misure cautelari

A Milano corruzione nel settore delle protesi: 21 misure cautelari

Sono in corso anche perquisizioni domiciliari e presso la sede delle persone coinvolte. Si tratta dei medici di medicina generale di Ispra Fabio Peretti e di Varese Stefano Rosino: il primo è agli arresti domiciliari mentre il secondo è indagato a piede libero e sospeso dall'esercizio della professione. In cambio avrebbero favorito l'acquisto da parte di alcuni ospedali, tra cui il Policlinico di Monza, di protesi di "bassa qualità" prodotte da una società, indagata nell'inchiesta in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. L'accusa è di aver agito "per aumentare gli utili" di una multinazionale francese "anche a discapito della salute pubblica". Un sistema corruttivo che dal monzese si sarebbe allargato ad altre regioni, oltre alla Lombardia, anche Toscana, Emilia, Piemonte e Campania. Per un agente di commercio, invece, è stata disposta la misura dell'obbligo "di dimora nel Comune di residenza". Secondo le indagini, scattate dopo la denuncia di un dipendente del Policlinico e relative a un periodo che va dal 2014 al 2017, i medici di base avrebbero messo a disposizione degli specialisti studi medici e avrebbero contribuito a "reclutare" i pazienti, in cambio poi di una percentuale ottenuta sulle visite degli stessi ortopedici.

Per chiarire il complesso sistema sono state effettuate decine di intercettazioni telefoniche: le protesi della multinazionale francese venivano acquistate a un prezzo variabile tra i 1.500 e i 2.500 euro a pezzo, e al chirurgo veniva riconosciuto un contributo dagli 80 ai 100 euro per ogni acquisto.