Tutti col naso all'insù per meravigliarsi con le stelle cadenti

Tutti col naso all'insù per meravigliarsi con le stelle cadenti

Che possa essere 'Tutta colpa delle stelle' lo sostiene un recente film. A tavola per prendersi cura dell'altro; a tavola per accogliere con un sorriso, per spezzare il pane con il vicino di fianco; a tavola per ritrovare il senso stretto delle cose semplici ma vive e vere. Conosciute anche come Lacrime di San Lorenzo - poiché il fenomeno è tradizionalmente legato alla notte del 10 agosto, dedicata al santo martirizzato su carboni ardenti - il picco di attività di questa pioggia astrale ha generalmente luogo un paio di giorni più tardi.

L'osservatorio astronomico di Monteromano mette a disposizione degli avventori la sua coppia di telescopi presenti in cupola, un riflettore dal diametro di 500 mm utilizzabile a discrezione dei soci sia in configurazione Newton (fino a circa 300 ingrandimenti) sia in configurazione Cassegrain (dai 200 agli oltre 1000 ingrandimenti), ed un telescopio rifrattore guida acromatico con 152 mm di diametro della lente, ottimo sulla Luna e sui pianeti; inoltre, a seconda dei soci presenti in loco sarà possibile osservare anche da telescopi e/o binocoli di proprietà dei singoli volontari che si metteranno a disposizione per mostrare ulteriori oggetti del cielo ai presenti. Si tratta di sciami meteorici che si manifestano quando l'orbita terrestre interseca i flussi di piccoli frammenti lasciati dal passaggio di comete. La Terra attraversa le Perseidi ogni anno durante il periodo estivo mentre percorre la sua orbita intorno al Sole. "Per osservale al meglio si tratterà di trovare un compromesso - consiglia l'astrofilo Paolo Volpini, coordinatore per la divulgazione dell'Unione Astrofili Italiani (UAI) - bisognerà attendere la parte più alta della notte".

Non resta quindi che godersi lo spettacolo e il modo migliore è di andare in luoghi privi di inquinamento luminoso e guardare verso l'alto in direzione della costellazione di Perseo, perché le stelle cadenti giungono proprio da quella porzione di cielo, appena al di sopra della costellazione da cui prendono il nome.