Trump: "Non esclusa opzione militare in Venezuela"

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Trump ha spiegato che il Venezuela è impantanato in un "pasticcio molto pericoloso" e che "abbiamo molte opzioni". Giovedì scorso, il controverso presidente venezuelano Maduro aveva detto di volere un colloquio personale con Trump, che ha imposto sanzioni su di lui accusandolo di aver minato la democrazia in Venezuela. "Il Venezuela non è cosi lontano e la gente sta soffrendo e morendo". "Se è interessato al Venezuela, sono qui, mister Donald Trump, la mia mano è qui", ha detto Nicolas Maduro, intervenendo alla sessione dell'Assemblea Costituente, durante la quale è stato ratificato all'unanimità dai 545 membri come "presidente, capo di Stato e di governo e comandante delle Forze armate". "Maduro ha invece scelto la strada della dittatura". Nelle mosse di Donald Trump per spostare l'attenzione dalla sua fallimentare politica interna c'è anche il fronte venezuelano. La Cina ha i piedi per terra ed ammonisce saggiamente a non lanciarsi in avventure dagli esiti imprevedibili quando ci sono di mezzo missili intercontinentali a testata (probabilmente) nucleare senza contare il sicuro coinvolgimento del Giappone nel teatro di guerra. A compiere per prima il passo è il Perù, annunciando l'espulsione dell'ambasciatore Diego Molero, come risposta ai "termini inaccettabili" usati dal Venezuela per protestare contro la riunione che - su iniziativa del presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski - si è tenuta a Lima questa settimana alla presenza dei rappresentanti di 17 Paesi per respingere le azioni del governo di Nicolas Maduro. Secondo il ministro delle comunicazioni Ernesto Villegas si tratta infatti "di una minaccia senza precedenti alla sovranità nazionale".

Nelle stesse ore il vicepresidente americano, Mike Pence, è in Sud America presso le presidenze di Colombia, Cile, Argentina e Panama per discutere di economia ma anche della situazione venezuelana. In quanto ad Almagro, Maduro ha già proclamato da mesi che l'ex ministro degli Esteri uruguayano è in realtà un agente della Cia, pagato per danneggiare la sua immagine.