Trump minaccia Pyongyang: faremo "fuoco e fiamme"

Sulle parole di Trump, invece, qualche dissenso interno è stato manifestato, in particolare dal senatore repubblicano John McCain che, in riferimento al "fuoco e furia" annunciato dal presidente se dovesse concretizzarsi una nuova iniziativa di Pyongyang, ha parlato di dichiarazioni che non aiutano a stemperare il già tagliente clima di tensione: "Bisogna essere sicuri si possa fare quanto si dice". Gli Stati Uniti si sentono sempre più minacciati dall'ipotesi di missili balistici intercontinentali a testata nucleare pronti a colpire quanto meno la costa ovest degli Usa, da Seattle a Los Angeles. Uno sviluppo molto allarmante che accelera la crisi nucleare tra Pyongyang e gli Stati Uniti, e apre la porta ad un possibile scontro militare, se la pressione internazionale non convincerà il leader Kim Jong un a cambiare linea. Lo affermano fonti dell'intelligence Usa citate dal Washington Post e un rapporto del ministero della difesa giapponese ripreso dalla Nbc.

L'analisi del 28 luglio è stata compilata dalla Defence Intelligence Agency, ma è condivisa dalle altre agenzie americane. È la prima volta che armi di questo tipo vengono schierate dal 2014.

I sospetti sulle potenzialità atomiche della Corea del Nord adesso sono diventati certezza: Pyonyang è riuscito a produrre con successo una testata nucleare miniaturizzata entrando nell'ultima fase del suo programma atomico. Questo giudizio però era sbagliato, secondo le agenzie di intelligence americane.

Alcuni scienziati, come il direttore emerito del Los Alamos National Laboratory Siegfried Hecker, ritengono che le stime sono sbagliate, esagerano la minaccia, e creano il rischio di una guerra nucleare accidentale. "Andrebbe incontro a un fuoco e a una furia mai visti al mondo", ha tuonato l'inquilino della Casa Bianca. I missili Hwasong 14, nonostante il sostegno dei tecnici cinesi, si sono dimostrati ancora troppo imprecisi, visto che riescono a colpire un obiettivo con un errore di almeno 3-4 chilometri.

In tutta questa intricata e complicatissima vicenda un ruolo importantissimo è sicuramente quello della Cina, fino a oggi principale alleato e partner commerciale della Corea del Nord, alleanza che però ora vacilla proprio a causa delle continue provocazioni del regime. Il consigliere per la sicurezza nazionale americano McMaster ha detto l'altro ieri di sperare ancora in una soluzione diplomatica, ma ha aggiunto che il Pentagono sta preparando le opzioni militari da offrire a Trump per neutralizzare la minaccia.