Stupro di Rimini, frase choc. La cooperativa. "Subito provvedimenti"

Stupro di Rimini, frase choc. La cooperativa.

Chiede il pugno di ferro l'assessore al Welfare del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo, nei confronti del mediatore culturale che ieri ha commentato sul profilo Facebook del Resto del Carlino la notizia della violenza di gruppo a Rimini sostenendo che lo stupro alla fine piace anche alla donna. A parlare così, in riferimento allo stupro di Rimini [VIDEO] avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, è stato Abid Jee, un dipendente della cooperativa Lai-momo, impegnata nel sociale e con attività legate all'immigrazione e alla scuola. "Qualora fosse un nostro dipendente è ovvio che noi riteniamo gravissime, assolutamente, le dichiarazioni che lui ha postato". Che siano dettate da convinzione o da provocazione, sono indecenti e non possono passare inosservate. Dopo l'efferato e reiterato crimine compiuto da quattro nordafricani, ci ha pensato un sedicente mediatore culturale a rendere ancora più agghiacciante l'intera vicenda di Miramare con un post vergognoso che umilia la ragazza polacca e la trans di origine peruviana, vittime incolpevoli della brutalità della gang di stupratori.

Lai-momo, presente da 15 anni sul territorio, è una nota cooperativa operante a Bologna.

Dalla Cooperativa hanno spiegato di non poter verificare se l'utente lavori effettivamente per loro, prendendo tempo. Qualora fosse un nostro dipendente e domani verificassimo la corrispondenza eventuale con la cooperativa, prenderemo tutti i provvedimenti possibili. "Se fosse davvero un nostro dipendente - aveva infatti già annunciato ieri, quando i responsabili erano stati contatti dal Carlino - riterremmo incompatibile ogni forma di collaborazione". Un'altra utente mi ha detto di averlo subito segnalato agli amministratori di Facebook. Ripeto: "siamo di fronte a una frase di inaudita gravità, di inaudita stupidità e davvero intollerabile, però che appunto riguarda quella persona che pagherà e ne risponderà". "Farò una serie di interrogazioni, sulla scelta e controllo dei mediatori culturali in città".