Rimini, ragazza richiedente asilo stuprata nei bagni della stazione di Cattolica

Rimini, ragazza richiedente asilo stuprata nei bagni della stazione di Cattolica

Sussistendo il dubbio che l'autore di quell'infame delitto potesse ritornare presso il supermercato dove lavorava la ragazza e dove era avvenuto il primo incontro, gli agenti hanno iniziato un lungo servizio di osservazione che, intorno alle ore 11.00 circa, ha dato i suoi esiti poiché ha permesso il rintraccio e il controllo del cittadino nigeriano intestatario dell'utenza in uso al violentatore dalla quale la ragazza, approfittando di un momento di distrazione del violentatore poco dopo il fatto, aveva digitato il numero del proprio ragazzo. Interrogata dagli agenti aveva raccontato l'accaduto: uscita dal posto di lavoro ha notato che l'aggressore l'attendeva davanti al negozio.

I due si erano scambiati alcune frasi in inglese e la sera dopo, poco dopo le 18,30, l'ha ritrovato fuori dal negozio ad attenderla. Solo dopo altri due giorni, rendendosi conto che le perdite ematiche intime non accennavano a diminuire, ha trovato il coraggio di raccontare tutto agli operatori e, di corsa, è stata portata in ospedale. Ma le ferite più pesanti, per la 18enne, sono chiaramente quelle psicologiche. L'uomo, Jeffrey Oni Oboh, è stato prima riconosciuto dalla vittima e quindi arrestato su mandato del procuratore di Rimini Davide Ercolani. La 18enne, non sospettando nulla, è caduta nell'inganno, mostrando al giovane dove fossero i sanitari: l'aguzzino l'ha afferrata con violenza e l'ha trascinata all'interno del bagno, dove l'ha spogliata con forza e l'ha brutalmente stuprata. Dopo la violenza, il giovane africano si è allontanato facendo perdere le proprie tracce mentre, la ragazza, è ritornata nella struttura di accoglienza.