Regeni, Nyt: Usa consegnarono prove esplosive, palazzo Chigi nega

Regeni, Nyt: Usa consegnarono prove esplosive, palazzo Chigi nega

Materiale che venne girato "al governo Renzi". "Non era chiaro chi aveva dato l'ordine di sequestrarlo e, probabilmente, ucciderlo", mi ha detto un altro ex funzionario.

"Nelle settimane successive alla morte di Regeni", scrive il quotidiano in un reportage dal Cairo intitolato "Gli strani garbugli nel caso della scomparsa al Cairo di Giulio Regeni", "gli Stati Uniti vennero in possesso dall'Egitto di prove di intelligence esplosive, prove che dimostravano come Regeni fosse stato rapito, torturato e ucciso da elementi della sicurezza egiziana".

Palazzo Chigi smentisce il New York Times in merito all'inchiesta dedicata alla morte di Giulio Regeni. L'Italia aveva richiamato il suo ultimo ambasciatore in Egitto, Maurizio Massari, un anno e quattro mesi fa, come ritorsione per la scarsa collaborazione delle autorità egiziane nelle indagini sull'uccisione di Regeni. Notizia non presa bene dalla famiglia del ragazzo che si è detta "indignata per le modalità, la tempistica ed il contenuto della decisione del Governo italiano". A confermare una tesi che da tempo sembrava aver trovato diversi riscontri è un articolo del New York Times firmato da Declan Walsh, il giornalista che dal Cairo ha seguito tutte le fasi dell'inchiesta sull'omicidio Regeni, che ne ha avuto conferma da tre fonti all'interno dell'ex amministrazione Obama.

"Questo portò alcune settimane dopo" l'allora segretario di Stato, John Kerry, ad un aspro confronto con il ministro degli esteri egiziano Sameh Shoukry, nel corso di un incontro che si tenne a Washington Si trattò di una conversazione "quanto mai burrascosa" anche se da parte della delegazione americana non si riuscì a capire se il ministro stesse erigendo un muro di gomma o semplicemente non conoscesse la verità. "Ma per non identificare la fonte, gli americani non condivisero gli elementi grezzi di intelligence, nè dissero quale agenzia di sicurezza ritenessero responsabile della morte di Regeni", ha precisato la testata americana.

L'impressione è che il governo italiano sia convinto da tempo del coinvolgimento del governo egiziano nell'uccisione di Regeni e nei successivi depistaggi, anche perché le versioni dell'Egitto sull'accaduto sono state smontate tutte, una dopo l'altra; nonostante questo, l'Italia ha continuato a mantenere stretti contatti con il governo egiziano e, secondo quanto riportato dalla Stampa ieri, stava lavorando alla nomina di un nuovo ambasciatore da mesi, per ragioni di opportunità politica. "Non avevamo dubbi che questa faccenda era conosciuta ai massimi livelli", ha spiegato una terza fonte dell'amministrazione Obama: "Non so se avessero la responsabilità ma sapevano".