Pensioni, la Ragioneria: "Se cambiano gli scatti sistema più debole"

Anche se il dato non è ancora definitivo nell'ultimo rapporto la Rgs, utilizzando lo scenario demografico istat aggiornato al 2016, mette in conto dal 1° gennaio 2019 un aumento a 67 anni dell'età per la pensione di vecchiaia e di 43 anni e 3 mesi di contributi (42 anni e 3 mesi per le donne) per il conseguimento della pensione anticipata.

Pensioni a 67 anni? "Il processo di elevamento dei requisiti minimi e il relativo meccanismo di adeguamento automatico" sulle Pensioni sono "dei fondamentali parametri di valutazione dei sistemi pensionistici specie per i paesi con alto debito pubblico come l'Italia". E' quanto sottolinea la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto 2017 sulle "Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario"."In ballo sostenibilità e livello di assegni". Per la Ragioneria "ritornare nella sfera della discrezionalità politica" determinerebbe un "peggioramento della valutazione del rischio paese". "Cio' non solo perche'" la previsione di requisiti minimi, come quelli sull'eta', e' "condizione irrinunciabile" per "la sostenibilita', ma anche perche' costituisce la misura piu' efficace per sostenere il livello delle prestazioni". "Una modifica normativa volta alla soppressione permanente del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita dei requisiti di accesso al pensionamento" comporterebbe "una maggiore spesa per pensioni in rapporto al Pil di dimensioni consistenti". Dal 2021 l'età per la vecchiaia salirebbe a 67 anni e 3 mesi dunque con un ulteriore innalzamento di tre mesi mentre - si legge nel documento - nel biennio 2023-2024 l'incremento risulterebbe meno ripido rispetto a quello preventivato nel 2011 e a quanto comunicato da Giorgio Alleva, Presidente dell'Istat, a luglio alla Camera: solo un mese e poi due mesi ogni biennio sino ad arrivare a 68 anni nel 2031.

Pensioni legate alla speranza di vita o la spesa aumenta in modo consistente.

Al di là delle decisioni del governo comunque la Ragioneria generale spiega che, anche in presenza di un blocco dell'adeguamento automatico alla speranza di vita, il requisito per il pensionamento di vecchiaia "verrebbe comunque adeguato a 67 anni nel 2021, in applicazione della specifica clausola di salvaguardia introdotta nell'ordinamento su specifica richiesta della Commissione e della Bce, e successivamente mantenuto costante a tale livello". Nel report si sottolinea che finora "il processo di riforma è riuscito in larga parte a compensare i potenziali effetti della transizione demografica sulla spesa pubblica nei prossimi decenni" e che gli interventi "approvati a partire dal 2004 complessivamente hanno generato una riduzione dell'incidenza della spesa sul Pil pari a circa 60 punti cumulati al 2060".