Myanmar, esercito spara con i mortai sui civili Rohingya: 71 morti

Myanmar, esercito spara con i mortai sui civili Rohingya: 71 morti

"Sono arrivate tristi notizie sulla persecuzione della minoranza religiosa dei nostri fratelli Rohingya". Nel 1982, il governo tolse loro la cittadinanza birmana, facendoli diventare cittadini di serie B a tutti gli effetti: non possono frequentare molte scuole, non hanno accesso alla sanità né al possesso della terra. Il Papa si prepara a visitare il Myanmar, il paese dove queste violenze si consumano, nel prossimo novembre, e ha ricevuto recentemente la leader del paese, Aung San Suu Kyi, a lungo detenuta ai domiciliari ed oggi al potere.

Almeno 71 persone, tra cui 12 membri delle forze di sicurezza, sono morte dopo che militanti Rohingya armati hanno lanciato attacchi coordinati contro delle postazioni di polizia nello stato di Rakhine, in Myanmar. Il Papa ha pregato all'Angelus anche per le popolazioni asiatiche colpite dalle alluvioni.

Gli scontri fra l'esercito birmano e i ribelli Rohingya scoppiati venerdì scorso hanno causato almeno 92 morti; i militari hanno aperto il fuoco sui civili ammassati alla frontiera e ai quali il Bangladesh ha negato il permesso di ingresso.

Gli uomini dell'esercito e i militari hanno utilizzato mortai e mitragliatrici.

I Rohingya sono considerati una delle minoranze più perseguitate al mondo: musulmani in una Birmania a maggioranza buddhista, sono poco meno di un milione su una popolazione totale di 50.

Nella foto: l'UNHCR calcola che dal 2012 ben 160 mila Rohingya hanno lasciato l'ex Birmania: principalmente verso il Bangladesh ma anche verso la Malesia, la Thailandia e l'Indonesia.