Mps, conclusi gli aumenti capitale richiesti dalla Bce

Mps, conclusi gli aumenti capitale richiesti dalla Bce

Nell'azionariato Tesoro al 52,2%, segue Generali poco sopra il 4%.

Quanto ai conti, la perdita da 3 miliardi di euro che il consiglio di amministrazione si appresta ad approvare è legata sopratutto al buco da 3,9 miliardi di euro provocato dalla cessione al 21% del pacchetto da 28,6 miliardi di sofferenze lorde, con il conseguente bagno di realtà sulle scritture contabili.

Fra le note positive, la crescita della raccolta diretta grazie ai depositi vincolati e conti correnti da clientela, saliti di 3,8 miliardi nel secondo trimestre e di 9,4 miliardi da inizio anno.

L'aumento di capitale per gli obbligazionisti subordinati porterà il valore di ciascuna azione a quota 8.65 euro, mentre per lo Stato si parla di un valore per azione pari a 6.49 euro, cioè con l'applicazione di uno sconto del 25% che permetterà al Tesoro di conquistare il 53% della banca.

L'obiettivo dello Stato è quello di salire al 70% del capitale sociale di MPS. Le commissioni nette si attestano a 858 milioni, in calo dell'8,8% su base annua, per l'impatto della contabilizzazione del costo della garanzia sulle emissioni di 11 miliardi di euro di obbligazioni con garanzia governativa e dai minori proventi in arrivo dal comparto del credito. Solida la posizione patrimoniale dopo la ricapitalizzazione precauzionale, con il patrimonio netto di 11,3 miliardi e il Cet1 transitional al 15,4%. Sono invece calati di 3,2 miliardi rispetto a fine marzo 2017. In particolare, si sono registrate nuove erogazioni di crediti a medio-lungo termine, sia a famiglie che ad aziende, pari a circa 2,7 miliardi di euro e nel solo mese di luglio, si sono attestate a circa 0,7 miliardi di euro, registrando un trend positivo rispetto ai mesi precedenti. Intanto nei primi sei mesi dell'anno la raccolta diretta della banca senese è stata di 106,5 miliardi di euro, in aumento di 2 miliardi rispetto alla fine del 2016.