Il giorno più duro per Ronaldo, in tribunale: rischia 7 anni

Il giorno più duro per Ronaldo, in tribunale: rischia 7 anni

Ronaldo è giunto a bordo di una auto con i vetri oscurati che si è infilata direttamente nel parcheggio sotterraneo del tribunale bypassando quindi i tanti giornalisti, fotografi e operatori presenti all'esterno.

Il fuoriclasse portoghese non ha intenzione di pagare i 14,7 milioni di euro contestati dal fisco spagnolo: vuole dimostrare la sua innocenza in tribunale. L'evasione fiscale, se confermata, potrebbe costargli il carcere.

"Se non mi chiamassi Cristiano Ronaldo non sarei qui". Il fuoriclasse portoghese era accompagnato dal responsabile sicurezza del Real Madrid Julio Cendal. La sua decisione smentisce le indiscrezioni della vigilia: per tutte le testate spagnole CR7 sarebbe stato disposto a liquidare la soluzione in tempi brevi per concentrarsi sul campo. "Non si confonda, come lei si sono sedute qui altre persone anonime - ha spiegato il giudice a Cristiano Ronaldo - Lei è perseguito e indagato per un presunto reato fiscale in base alle prove fornite dall'accusa e sulle quali sarà la giustizia a decidere". La Procura di Madrid non e' dello stesso parere. Un anno fa la star argentina del Barcellona Leo Messi, accusato per una presunta evasione di 4,2 milioni, è stato condannato con il padre a 20 mesi di carcere poi commutati in multa. Ronaldo è accusato di aver creato nel 2010 delle società di comodo "per occultare i redditi generati in Spagna" dai suoi diritti di immagine. "L'agenzia delle entrate spagnola conosce nel dettaglio tutte le mie entrate, perché abbiamo consegnato tutto", ha aggiunto come riporta As. Quando ho firmato per il Real Madrid non ho messo in piedi nessuna struttura speciale che gestisse i miei diritti di immagine, ho mantenuto la stessa che avevo in Inghilterra.