Google licenzia l'ingegnere autore di un memo sessista

Google licenzia l'ingegnere autore di un memo sessista

Il documento, di 10 pagine, diffuso da Gizmodo, sarebbe stato condiviso internamente all'azienda attraverso un elenco di posta elettronica, per suggerire la riduzione dei programmi che aiutano i gruppi sottorappresentati.

Le differenze biologiche fra i sessi sono alla base della carenze di donne in lavori tecnologici e di ruoli di leadership nella Silicon Valley.

Una idea inaccettabile per quella cosiddetta teoria del gender che si vuole imporre a livello mondiale, tanto che a Mountain View non si può affermare che le donne sono sottorappresentate nella tecnologia non perché si trovano a fronteggiare la polarizzazione e la discriminazione sul posto di lavoro, ma piuttosto a causa delle differenze psicologiche intrinseche tra uomini e donne.

Danielle Brown, la vicepresidente con delega su diversità e inclusione, ha replicato in una mail ai dipendenti sottolineando che quello dell'ingegnere "non è un punto di vista che la società appoggia, promuove o incoraggia", nonostante "tutti possono sentirsi sicuri di esprimere le proprie opinioni".

Arrivato proprio mentre si discute della cultura maschilista in Silicon Valley, il manifesto ha fatto infuriare le donne (e anche molti uomini) alimentando raffiche di accuse conto "l'idiota che usa argomenti di pseudoscienza per giustificare il sessismo".

L'autore del manifesto, tuttavia, non suggerisce che le donne non siano in grado di fare lavori tecnici, ma che le differenze esistono e vanno riconosciute.

Le parole di Damore hanno evidenziato divisioni all'interno di Google, che si era schierata con Hillary Clinton durante la campagna elettorale adottando anche posizioni liberal su molti temi.

Jaana Dogan, sviluppatrice nell'azienda, ha twittato che alcuni impiegati sono - invece - d'accordo, almeno un po'.

Per tutta risposta Google non sembra aver accettato quanto scritto nel manifesto. "Ma questo discorso deve lavorare accanto ai 'principi di uguaglianza' espressi dal codice di condotta dell'azienda, volti a politiche e leggi anti-discriminazione".