Gianmarco Tamberi, serve la zampata per la finale

Gianmarco Tamberi, serve la zampata per la finale

Due anni fa a Pechino riuscì ad agguantare la finale, ma nel frattempo l'atletica si è evoluto, il ragazzo è cresciuto, i risultati sono esplosi. "Un'ossessione, che si è allargata fino ad avvolgere ogni istante delle giornate".

Quando ha superato 2.22, 2.26 e 2.29 sempre al secondo tentativo e facendo ballare vistosamente l'asticella si è percepito quanto il marchigiano fosse al limite delle proprie forze, quanto una stagione praticamente non disputata gli stesse presentando il conto.

Venerdi' 11 agosto, ore 12:15 in Italia, tocchera' a lui scendere in pedana: primo impegno la qualificazione con la misura di ammissione diretta al finale fissata a quota 2,31, tre centimetri piu' su del suo miglior salto dell'anno. Di conseguenza, non è facile dire se l'azzurro potrà davvero essere fra i protagonisti nella lotta per le medaglie: di certo i risultati stagionali di Tamberi non sono stati all'altezza di quelli degli altri big, perché l'azzurro era ancora in fase di recupero.

Tamberi non si arrende: "Mi rialzerò come ho sempre fatto. Per me e' un grande amico, una persona eccezionale e un esempio".

Il salto in alto internazionale aspetta il nostro Gimbo. L'Italia sperava nella mezza impresa, era lecito sognare ma oggettivamente non si poteva caricare di responsabilità un atleta che tornava da un anno di infortunio. Ad incoraggiare Gimbo anche tanti avversari: "A Montecarlo quando mi sono infortunato sono corsi tutti a soccorrermi". Ora tutti in marcia domenica mattina con Antonella Palmisano ed Eleonora Giorgi: per non tornare a casa con zero medaglie bisognerà aggrapparsi a loro, salvo cose indicibili di Marco Lingua (questa sera finale del martello) e della 4x400m femminile.