Gentiloni: "L'Onu ci dia la spinta decisiva per la stabilità in Libia"

Gentiloni:

"Autorità libiche più forti renderanno più efficace l'impegno contro i trafficanti di esseri umani".

L'inviato speciale delle Nazioni Unite, ringraziando "di cuore" l'Italia per il sostegno e il supporto alla missione Onu in Libia (Unsmil), ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche interne libiche: "So che ci sono state discussioni in Libia, ma credo che la cooperazione e la trasparenza tra Italia e Libia siano il modo più costruttivo" per ottenere risultati.

Lo scopo di Salamé, che è il terzo inviato dell'Onu dopo Bernardino Leon e Martin Kobler, è stato quello di ribadire al governo italiano il pieno appoggio al lavoro diplomatico e all'impegno per il problema migranti che sta compiendo l'Italia, e sulla missione navale in Libia ha constatato che "Siamo sulla strada giusta per vincere una sfida che coinvolge tutti quanti". "Ho incontrato Khalifa Haftar a Parigi". Un'iniziativa diplomatica autonoma, quella di Macron, che non ha concluso nulla come è stato per quella emiratina, "Troppi negoziati e troppi negoziatori, troppi mediatori e troppe mediazioni, con zero risultati finali", ha commentato Alfano. Ha un impatto e seguaci in una parte della Libia. "Sarebbe poco realistico ignorare questa forza nel Paese per un inviato dell'Onu". Poi:"Dobbiamo parlare con tutti, mi recherò in tutto il Paese.Ora l'Onu c'è". Mi auguro che le Nazioni Unite diano una spinta decisiva.

L'incontro con il rappresentante dell'Onu, si sottolinea alla Difesa, "è di grande rilevanza". L'Onu, per rimanere al 2017, non è riuscita a 'esportare' l'esecutivo al potere a Tripoli nel resto del Paese, come era previsto dall'accordo di Skhirat; personale onusiano è stato rapito; le milizie hanno continuato a sparare; se il generale Haftar non avesse mostrato i muscoli avremmo ancora lo Stato islamico a Sirte; mentre la nomina del nuovo inviato speciale Salamé nasce da un pasticcio di veti e controveti incrociati tipico degli onusiani, per un posto che a dire il vero non è molto ambito, visto che in 26 hanno rifiutato l'incarico assunto da Salamé.

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