Buoni pasto, via libera nei mercatini e agriturismi

Buoni pasto, via libera nei mercatini e agriturismi

Lo prevede il decreto del ministero dello Sviluppo economico 7 giugno 2017, n. 122 "Regolamento recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di mensa, che entrerà in vigore dall'11 settembre prossimo". E infatti, nel primo provvedimento del Mise questo limite era stato sancito, ma successivamente il Consiglio di Stato, insieme all'Anac, ha suggerito al dicastero di introdurre una sorta di compromesso, raggiunto con il limite a 8 ticket cumulabili. I buoni, in forma cartacea o elettronica, saranno spendibili - prevede il decreto - "esclusivamente dai lavoratori subordinati a tempo pieno o parziale, anche qualora l'orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto, nonchè dai soggetti che hanno instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato".

Nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale e anticipato dal quotidiano Italia Oggi, all'articolo 3, vengono inoltre elencati gli esercizi in cui i buoni potranno essere spesi, ovvero tutti quelli che formalmente sono per legge "legittimati ad esercitare la somministrazione di cibo e bevande; l'attività di mensa aziendale ed interaziendale; la vendita al dettaglio di alimentari, sia in sede fissa che su area pubblica (quindi i mercati); gli spacci aziendali; nei mergati agricoli ed ittituristici; negli agriturismi".

Maggiore possibilità di fare la spesa e di mangiare utilizzando i ticket. Che potranno essere spesi anche otto alla volta, alla cassa di un supermercato, in un bar o persino in un agriturismo e in un mercato.

Chi può utilizzare i buoni pasto? Non possono essere, inoltre, convertiti in denaro o rivenduti e potranno essere utilizzabili esclusivamente per l'intero valore facciale.

Cosa diversa, invece, per i buoni pasto elettronici, nei quali l'indicazione del titolare sarà digitalizzata grazie ad un numero ed un codice identificativo e non sarà richiesta l'apposizione di alcuna firma da parte del titolare.

Buoni pasto più liberi dal 9 settembre. Il valore facciale del buono pasto è comprensivo dell'Iva "prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo".