Arrivano i "licei brevi": gli studenti potranno diplomarsi in soli 4 anni

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La sperimentazione potrà essere prolungata per ulteriori quattro anni. L'insegnamento di tutte le discipline sarà garantito anche eventualmente potenziandone l'orario: dalle circa novecento ore annue per il quinquennio, si potrebbe passare alle 1.000-1.050 ore per il quadriennio. L'avviso sarà pubblicato a fine mese sul sito del Miur e le scuole potranno fare domanda dall'1 al 30 settembre. Il nuovo provvedimento amplia invece la platea a 100 scuole, ma sarà possibile attivare al massimo una classe sperimentale per istituto. Partiranno dal prossimo anno scolastico, 2018/2019 i cosiddetti licei brevi per sfornare diplomati appena 18enni come accade già nel resto d'Europa, in Inghilterra, Francia, Spagna e negli istituti tecnici tedeschi.

A breve il Miur emanerà il bando per realizzare un Piano nazionale di sperimentazione per "accorciare" la durata degli studi e permettere agli studenti di prendere il diploma dopo 4 anni. La commissione che valuterà le proposte dovrà assicurare una equa distribuzione delle classi sul territorio nazionale e nei diversi indirizzi: licei, istituti tecnici e istituti professionali.

(Ultime Notizie - Ultim'ora di lunedì 7 agosto 2017) Firmato dalla ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, il decreto che dà il via libera alla sperimentazione del diploma in 4 anni per 100 classi.

Ci siamo. La sperimentazione dei licei brevi può partire. Le proposte dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l'articolazione e la rimodulazione dei piani di studio, per l'utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l'uso della metodologia Clil (lo studio di una disciplina in una lingua straniera), per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l'università e i percorsi terziari non accademici.

Un Comitato scientifico nazionale valuterà l'andamento nazionale del Piano di innovazione e predisporrà annualmente una relazione che sarà trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Il Comitato sarà nominato dal ministro dell'Istruzione e dovrà individuare le misure di accompagnamento e formazione a sostegno delle scuole coinvolte nella sperimentazione.