Addio ad Aurora, la bambina più buona d'Italia

Addio ad Aurora, la bambina più buona d'Italia

Giuseppe Basso, direttore della Clinica di Oncoematologia pediatrica di Padova, ha gli occhi lucidi quando parla di Aurora: "Ha dato tantissimo nella sua vita a tutti, compresi i medici che l'hanno seguita, curata". La sua vicenda aveva emozionato tutti: Aurora Maniero, infatti, il giorno del suo quinto compleanno ha rifiutato regali. A Padova, nel reparto di oncoematologia pediatrica, che è punto di riferimento anche per il Trentino, le lacrime si mischiano ai sorrisi.

Questo gesto ha attratto l'attenzione dell'Arciconfraternita di Sant'Antonio, che quell'anno ha conferito alla bimba il 'Premio della bontà. Da allora, Aurora non si è mai arresa e ha cercato di lottare a tutti i costi contro la malattia. La famiglia è residente a Fossò, un paese in provincia di Venezia.

Sabato i suoi genitori si erano sposati esaudendo un suo desiderio per regalarle un'ultima, grande felicità. C'era tutto: "gli abiti bianchi, i gigli, le candele, la musica, la cena nell'agriturismo sui Colli Euganei".

Nell'ultimo periodo le condizioni di Aurora erano precipitate, la bimba era fiacca e non riusciva a camminare, nei rari momenti in cui riusciva ad alzarsi dal letto era costretta a muoversi su una carrozzina. Quel salvadanaio poi lei ha scelto di donarlo al Team for Children. Con un semplice messaggio su Facebook e con la pubblicazione di due foto, hanno voluto rendere omaggio alla memoria della bambina di otto anni: "Ciao amore grande - hanno scritto - per sempre nel nostro cuore".