Renzi: "Mi auguro che lo ius soli sia approvato entro fine legislatura"

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All'indomani del rinvio dell'approvazione della legge sullo Ius soli, voluta dal premir Paolo Gentiloni, gli uomini vicino al Segretario del Pd, Matteo Renzi, assicurano: "Tenteremo il tutto per tutto".

Il passato che per il momento sembra prevalere anche nel ricordo del tradimento del patto del Nazareno da parte di Berlusconi, i cui retroscena presenti nel libro "non sono stati smentiti da nessuno" o nel ringraziamento delle persone a lui più care che lo hanno "obbligato" a ripartire da zero e a rimettersi subito in carreggiata, o ancora nel dubbio se provare a cambiare o meno il suo brutto carattere, che di certo non affiderà a un referendum tra i conoscenti, perché col referendum "ho già dato".

"Mi auguro - sottolinea anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, durate la cerimonia del Ventaglio - che il provvedimento sullo ius soli sia approvato entro fine legislatura. Rimandarlo sarebbe un torto, e i torti non portano bene".

Rifiuta il discorso sulle alleanze, rispolverando uno standard della politica come "la coalizione la faccio coi cittadini", e declina per l'ennesima volta l " aiutiamoli a casa loro" che tante polemiche ha provocato, spiegando che significa aumentare i fondi per la cooperazione e costringere i partner comunitari a condividere l'onere dell'accoglienza, a costo di far venire meno il nostro contributo al bilancio Ue. Evitare a chi nasce e studia in un Paese di sentirsi parte della società è impedire l'integrazione.

Intanto fuori dai Palazzo il mondo delle associazioni e la Chiesa italiana spingono perché la legge venga approvata. Mentre tra i Dem trapelano malumori verso Gentiloni e lo stesso Renzi (accusato di aver "scaricato" la questione sul premier), per aver "ceduto al partitino" di Alfano. "Ma questo lo metto da parte".

Da sinistra, Mdp butta la croce sul Pd, con Roberto Speranza, Arturo Scotto e la relatrice alla legge Doris Lo Moro: l'accusa è di essersi "piegato alla destra". Ma le destre cantano vittoria, con Matteo Salvini che minaccia di "bloccare le Camere" se "ci riproveranno" e Renato Brunetta che parla di "rinvio a san mai". La previsione è quindi di "una legge di Bilancio difficile all'orizzonte".

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