Renzi cambia verso: direzione PD a porte chiuse e senza streaming

Renzi cambia verso: direzione PD a porte chiuse e senza streaming

"Servono politiche di cooperazione".

Nella prossima legislatura l'Italia dovrà chiarirsi con i partner europei: serve un approccio diverso sul deficit e va posto il veto sul fiscal compact nei Trattati.

Impossibile non affrontare il tema delle divisioni interne al partito dopo la sconfitta alle amministrative.

"In due milioni hanno votato alle primarie".

Secondo quanto riportato a voce da alcuni presenti, direttamente a chi chiede spiegazioni per il disastro delle amministrative: "Io rispondo al voto alle primarie dei cittadini, sia chiaro, io rispondo a loro, non ai capicorrente".

Renzi non condivide l'analisi sull'esito delle comunali fatta anche tra i dem per sostenere la necessità di un'alleanza di centrosinistra.

Il Pd in questa fase è in precampionato ma a settembre si ricomincia.

La riunione si svolge a porte chiuse, e all'inizio dell'incontro il presidente dell'assemblea Pd Matteo Orfini ha invitato i membri della Direzione a non fare tweet e post su Facebook. "Utilizziamo il Pd - ha detto l'ex premier - come una finestra, non come uno specchio per riflettere noi stessi". Ius soli, anticorruzione e legge del "dopo di noi" saranno i motivi dominanti della campagna elettorale dedicata all'elettorato di sinistra con l'obiettivo di restringere il campo progressista che dichiaratamente vuole essere alternativo al Pd e soprattutto alla sua leadership renziana. "È una promessa che abbiamo fatto agli ottocentomila ragazzi nati e cresciuti in italia, e la manterremo: è una questione di civiltà", queste le parole del segretario democratico. E sottolinea: "Mancano ancora i dati delle riforme strutturali". "Servono le proposte, serve la forza leader, serve l'azione di governo, serve l'organizzazione, ma servono gli altri, servono le alleanze". "Non mettiamo in discussione il segretario appena eletto dalle primarie: me lo ricordo che hai preso due milioni di voti ed è giusto che tu risponda a loro".

"Non è che vinciamo le elezioni parlando di legge elettorale ma dobbiamo parlarne, non possiamo farne a meno", ha spiegato Franceschini. Non si potrà parlare di alleanze, ancora non si è individuato un regista in grado di condurre le operazioni, l'unica voce è quella di un sodalizio con Berlusconi ma, come ovvio, dietro i sorrisi di circostanza c'è troppo malcontento per tutti coloro che hanno un elettorato cui dover fornire risposte.